prima paginaPrima pagina
editorialeEditoriale
attualita'Attualità
culturaCultura
costumeCostume
spettacoloSpettacolo
personaggiPersonaggi
turismoTurismo
medicinaSalute
sportSport
agendaAgenda
oroscopiOroscopi
curiosita'Curiosità
consulenteConsulente
giardinaggioGiardinaggio
cucina
Cucina
dentino avvelenatoDentino avvelenato

linkI nostri link
e-mailE-mail


Anno
9
Numero
13

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

...per parlare 
con Antonia Bonomi 
 899.060.888
clicca, leggi e poi... chiama

S p o r t

 

GINO BARTALI & FAUSTO COPPI DIETRO LO SPECCHIO DELL'ASTROLOGIA
Due miti italianissimi

Bartali e Coppi con al centro PavesiAntonia Bonomi

Dico la verità, ho sempre fatto il tifo per GINO BARTALI. Ero piccola, non si parlava d'astrologia, e mi piaceva quel suo modo di essere, di fare.  È stato un gran piacere ritrovarlo così nel suo quadro: spontaneo, anche rissoso se qualcosa non gli andava a genio, se offendeva il  senso della giustizia che possedeva in sommo grado, ma capace di sdrammatizzare con l'ironia perché era sanguigno ma non violento. Semplice nel senso più alto del termine, schietto, ambizioso in modo costruttivo, un lavoratore e un lottatore, dotato di un intuito istintivo che sapeva applicare con altrettanto istintiva razionalità, critico e di grande umanità, generosità spontanea, magari brusca perché aveva il terrore del sentimentalismo pur essendo genuinamente sentimentale e pudico. Da bravo Cancro era attaccato alle sue radici, era suscettibile, puntiglioso e l'ironia serviva anche come protezione personale, Bartali e Coppi sul passo Sella (1940)perché non mancava un fondo di malinconia. Bartali pretendeva molto da se stesso, era una persona matura anche in giovane età, però non dimenticava mai il ragazzo che avrebbe voluto essere e se lo portava sempre dentro. Prendeva sul serio quello che faceva, ma c'era un fondo di fatalismo costruttivo che gli impediva di abbattersi più di tanto in caso d'insuccesso. Alla fine prevaleva il buon senso e ripartiva cercando di far fruttare il succo dell'esperienza fatta. Possedeva un bello spirito pratico e cercava sempre di trarre vantaggio da tutto. Niente di disdicevole, semplicemente un umanissimo "aiutati che il ciel t'aiuta". Era una brava persona, fortunato più per essere nato con il suo carattere che per la manna piovuta del cielo.
Bartali e Coppi nell'episodio della borraccia - foto Martini Omega Fotocronache Forza, Gino, fagli capire al Padreterno, perché sicuramente sarai in cielo, che quaggiù "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare"! Con sincero affetto dalla ragazzina che, diventata donna, ha avuto il gran privilegio di poterti sbirciare attraverso l'occhio indiscreto dell'Astrologia e di ritrovarti come ti ricordava, come eri.

FAUSTO COPPI, Vergine con Luna nei Gemelli perciò in cattivo aspetto con i pianeti nel segno natale, Marte e Giove nel Leone, era complessato, timido e nello stesso tempo presuntuoso, diffidente e pessimista in modo preconcetto, ma proprio questo pessimismo e i suoi complessi sono stati le molle che lo hanno portato avanti, grazie anche all'organizzazione insita nella personalità e alla mentalità calcolatrice. Non accettava di essere in sott'ordine, secondo a nessuno, soffriva di malinconia, avrebbe voluto essere più disponibile, anche simpatico, ma temeva le critiche. Tutto sommato era un ingenuo con un carisma naturale, fortunato ma incerto in ciò che non fosse lavoro, professione. Era una brava persona, eventuali "difetti", in fondo, hanno fatto più male a lui che agli altri, che hanno goduto per anni dei risultati sportivi della "rivalità" tra lui e Bartali e del suo desiderio di eccellere. Coppi era un perbenista, la sua storia con la "dama bianca" un qualcosa che si sarebbe evitato volentieri.