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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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GINO BARTALI & FAUSTO COPPI DIETRO LO SPECCHIO DELL'ASTROLOGIA
Due miti italianissimi
Antonia Bonomi
Dico la verità, ho sempre fatto il tifo per GINO BARTALI. Ero piccola, non si
parlava d'astrologia, e mi piaceva quel suo modo di essere, di fare. È stato un gran piacere ritrovarlo
così nel suo quadro: spontaneo, anche rissoso se qualcosa non gli andava a
genio, se offendeva il senso della giustizia che possedeva in sommo grado, ma capace di sdrammatizzare con
l'ironia perché era sanguigno ma non violento. Semplice nel senso più alto del termine, schietto, ambizioso in
modo costruttivo, un lavoratore e un lottatore, dotato di un intuito istintivo che sapeva
applicare con altrettanto istintiva razionalità, critico e di grande umanità,
generosità spontanea, magari brusca perché aveva il terrore del
sentimentalismo pur essendo genuinamente sentimentale e pudico. Da
bravo Cancro era attaccato alle sue radici, era suscettibile, puntiglioso e l'ironia
serviva anche come protezione personale, perché
non mancava un fondo di malinconia. Bartali pretendeva molto da se stesso, era una persona
matura anche in giovane età, però non dimenticava mai il ragazzo che avrebbe voluto
essere e se lo portava sempre dentro. Prendeva sul serio quello che faceva, ma c'era un fondo di fatalismo costruttivo
che gli impediva di abbattersi più di tanto in caso d'insuccesso. Alla fine prevaleva il
buon senso e ripartiva cercando di far fruttare il succo dell'esperienza fatta. Possedeva un
bello spirito pratico e cercava sempre di trarre vantaggio da tutto. Niente di
disdicevole, semplicemente un umanissimo "aiutati che il ciel t'aiuta". Era una
brava persona, fortunato più per essere nato con il suo carattere che per la manna
piovuta del cielo.
Forza, Gino, fagli capire al Padreterno,
perché sicuramente sarai in cielo, che quaggiù "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da
rifare"! Con sincero affetto dalla ragazzina che, diventata donna, ha avuto
il gran privilegio di poterti sbirciare attraverso l'occhio indiscreto
dell'Astrologia e di ritrovarti come ti ricordava, come eri.
FAUSTO COPPI, Vergine con Luna nei Gemelli perciò in cattivo aspetto con i
pianeti nel segno natale, Marte e Giove nel Leone, era complessato, timido e nello stesso
tempo presuntuoso, diffidente e pessimista in modo preconcetto, ma proprio questo
pessimismo e i suoi complessi sono stati le molle che lo hanno portato avanti, grazie
anche all'organizzazione insita nella personalità e alla mentalità calcolatrice. Non
accettava di essere in sott'ordine, secondo a nessuno, soffriva di malinconia, avrebbe
voluto essere più disponibile, anche simpatico, ma temeva le critiche. Tutto sommato era
un ingenuo con un carisma naturale, fortunato ma incerto in ciò che non fosse lavoro,
professione. Era una brava persona, eventuali "difetti", in fondo, hanno fatto
più male a lui che agli altri, che hanno goduto per anni dei risultati sportivi della
"rivalità" tra lui e Bartali e del suo desiderio di eccellere. Coppi era un
perbenista, la sua storia con la "dama bianca" un qualcosa che si sarebbe
evitato volentieri.
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