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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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S p o r t
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I
CALCIATORI: esempio per i giovani o semplici mercenari?
Marcello
Gagliani Caputo
Ingaggi
miliardari, assicurazioni sulle gambe, sponsor che ne decidono perfino il
look…ormai i calciatori sono diventati delle vere e proprie macchine per fare
soldi su cui si specula tralasciando perfino la salute personale (basti pensare
alle condizioni in cui Ronaldo giocò quella ormai famigerata finale dei
Mondiali di Francia del 1998). I diritti di immagine si vendono a cifre neppure
pronunciabili, i contratti presentano clausole rescissorie inimmaginabili e
tutto in barba a chi per anni ha considerato e forse continua a considerare il
calcio un semplice gioco.
Ma come è cambiata in questi anni la figura del calciatore?
Da un po’ di tempo ormai si contano sulle dita di una mano i ragazzi semplici
ed educati, a volte perfino restii alla ribalta: ora sono tutti
personaggi-copertina, con le loro storie d’amore sbattute in prima pagina e
ogni loro movimento scrutato da mille obiettivi. E dire che secondo l’opinione
pubblica dovrebbero essere esempio per i ragazzi, ma sarà davvero così?
Probabilmente no, visti gli ultimi accadimenti che hanno visto protagonisti
alcuni dei più conosciuti ed amati calciatori del campionato italiano: basti
pensare alla furia agonistica dello juventino Davids, spesso espulso e
squalificato; o ancora alle gesta dei romanisti Montella e Candela che con
incredibile “no chalance”, sono stati beccati dalla polizia a 120 km/h sulla
corsia d’emergenza del raccordo anulare di Roma; o, infine, agli stessi
dirigenti di Roma e Juventus che si prendono a male parole, fino ad arrivare a
un “Tu non paghi gli stipendi ai
calciatori” oppure a un secco “Sei patetico” riportati dalle pagine dei principali quotidiani
italiani.
Sono davvero questi i modelli a cui i giovani ragazzi italiani devono ispirarsi?
O ci troviamo di fronte a dei bambinoni viziati a cui tutto è dovuto? O ancora
peggio a dei mercenari che lavorano solo per i soldi?
Il calcio, in Italia, è in assoluto lo sport più seguito da sempre e di
conseguenza i calciatori sono i personaggi più conosciuti. Se si pongono in
questo modo, non c’è pericolo che prima o poi il famoso giocattolo possa
rompersi?
Qualche nostalgico potrà certamente pensare che i tempi di un Rivera, di un
Riva, di un Platini o Falcao siano ormai lontani. Questi personaggi che hanno
fatto la storia del calcio italiano e che hanno da sempre raffigurato dei
modelli positivi a cui ispirarsi, ormai non esistono più. Chi possiede oggi la
classe e lo stile dentro e fuori dal campo di Gianni Rivera? O chi, dei
calciatori di oggi, vive la sua vita in maniera discreta e silenziosa come
Michel Platini? Oppure per andare oltre, chi fra i nostri attuali Presidenti, ha
la classe di Giampiero Boniperti?
Oggi invece assistiamo a continue risse, a continui insulti al pubblico o tra i
giocatori stessi (rimarrà probabilmente nella storia la corsa a pugno alzato
dell’allenatore del Brescia Mazzone contro la curva dei tifosi dell’Atalanta
dai quali era stato insultato per tutti i 90 minuti di gioco).
Dire che il calcio moderno è ormai in piena crisi di nervi, che stia per
emanare gli ultimi respiri sembra fin troppo scontato. Di fronte a vicende di
questo tipo bisogna chiedersi se davvero il calcio è ormai solo uno sport o
sia, più probabilmente, diventato soltanto un’ennesima fonte di guadagno e
speculazione per personaggi che di soldi ne hanno già parecchi.
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