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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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S p o r t
LUTTO
NELL’AUTOMOBILISMO
Michele Alboreto: un cuore per i motori
Maria
Maddalena Regno
Ho
iniziato a seguire la Formula 1 che ero piccola piccola. Grazie a mio zio che,
quando veniva a casa nostra, lui, ex pilota di Formula 3000, guardava sempre le
corse e per stare con
lui, le guardavo anch'io. Non nego che non è che ci capissi poi tanto, ero
molto piccola, ma ci provavo e, con il passare del tempo, ho imparato a capirne
i meccanismi e mi sono appassionata. Gli anni di cui sto parlando sono proprio
quegli in cui Michele Alboreto correva in Formula 1 per la Ferrari.
La
carriera di Michele Alboreto in Formula 1 comincia con il GP di San Marino del
1981 con la Tyrrell- Ford, nel 1984 passa alla Ferrari dopo essersi distinto per
la sua tenacia. Alla Ferrari rimane fino al 1988, quando viene sostituito da
Jean Alesi che, proprio in questa occasione, ha raccontato che la prima volta
che salì sulla macchina prima guidata Alboreto, non volle che gli spostassero
il sedile e ci si trovò veramente comodo. Dopo la
Ferrari corse per Lola, Footwork e, infine, Minardi. La carriera in Gp lo ha
visto vittorioso 5 volte su 215 presenze, 23 volte sul podio e 4 prime file, con
2 pole. La sua annata migliore fu quella del 1985, quando arrivò secondo nel
mondiale dietro a Prost che lo recuperò a metà mondiale circa. Lasciò la
Formula 1, ma rimase sempre nel mondo dei motori e dell’alta velocità,
assecondando la sua passione per i prototipi. Nel 1997 vince la 24ore di Le
Mans, sesto pilota italiano a vincere questa gara. E il 25 aprile, giorno della
sua morte, stava testando l’Audi R8, proprio in vista della gara che avrebbe
dovuto disputare di qui a breve proprio a Le Mans.
Michele
stava provando sul circuito tedesco del Lausitzring, uno dei più attrezzati e
moderni d’Europa; questo circuito, sconosciuto ai più, si trova nella regione
orientale del Brandeburgo,
vicino al confine con la Polonia. L’incidente si è verificato lungo un
rettilineo (con una macchina che aveva percorso già migliaia di chilometri si
sono affrettati a dire
all’Audi), la velocità era di circa
300 km/h quando ha sbandato,
è volato in aria e capottando è
finito oltre le protezioni. L’auto è sotto sequestro e la salma del pilota è
stata sottoposta ad autopsia, sono state aperte due indagini sulla vicenda.
Cordoglio
in tutto il mondo dei motori, scioccato
da una morte tanto repentina, Si dice che il pilota sia morto subito e, spero,
non abbia sofferto.
Addio Michele, la tua piccola fan t'immagina seduto su di una candida nuvoletta
mentre guardi e commenti per il paradiso, come hai fatto per anni dai microfoni
della radio, tante belle gare, assicurandoti che sarai sempre nel cuore di tutti
coloro che non sono solo fans dei nuovi idoli della Formula 1.
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