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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

S p o r t

 

ORIENTE E OCCIDENTE A CONFRONTO: intervista al maestro TSUGUO SAKUMOTO e al maestro SHUJI KUSAKA

Sandro Lainu

Al termine dello stage organizzato dalla FILPJK Lazio, avviciniamo il maestro Shuji Kusaka e, dopo avergli fatto conoscere il nostro giornale, scambiamo con lui due chiacchiere.

Il maestro Shuji Kusaka, 54 anni, è 6°Dan J.K.F. (Japan Karate Federation) di Karate, stile Shito-ryu molto diffuso in Giappone; campione nazionale di Kata agonistico e del campionato insegnanti giapponesi,Shuji Kusaka definito da tutti un ottimo tecnico, attualmente ricopre la carica di organizzatore dei campionati di Karate in Giappone ed è il segretario generale della Federazione Giapponese dei Licei per il Karate, un’associazione che conta 2.000 società iscritte e ha circa 10.000 studenti tesserati. Svolge il suo lavoro di insegnante di educazione fisica presso un liceo a Tokyo.

E proprio a Tokyo è cominciata la sua storia nel Karate. "Ho iniziato a praticare questa disciplina perché da piccolo ero fisicamente molto debole", ci ha raccontato, "e volevo diventare forte". Poi, diventato grande, essendo professore di educazione fisica nei licei, ha continuato l’insegnamento, che ritiene essere un buon veicolo per lo scambio culturale. A proposito del differente approccio che esiste fra l’insegnamento del Karate a Okinawa e in Giappone ci ha spiegato che "non ci sono grandi differenze, ma Okinawa è da sempre la patria del Karate, e li ci sono i più grandi specialisti". Il maestro Kusaka ha posto anche un accento critico circa il metodo di insegnamento in Giappone ammettendo che "i maestri giapponesi con i bambini sono troppo esigenti, li vogliono subito forti, e con la loro severità eccessiva, rovinano tutto". Al contrario, apprezza molto il metodo applicato in Italia, dove l’allenamento, pur condotto con serietà, riesce ad essere anche puro divertimento.
Il maestro Kusaka è venuto in Italia per illustrare l’esecuzione dei kata, ma qual è la vera importanza di questa parte del Karate? "Dai bambini agli anziani, tutti hanno la possibilità di praticare i Kata", ci ha spiegato, "questo è movimento Zen che significa salute e calma". Maestro Kusaka, cosa le ha insegnato il Karate nella vita?:"Mi ha insegnato a credere nel mio fisico e nella mia mente. Quanti anni credete io abbia?…".

Il maestro Tsuguo Sakumoto alla stessa domanda ha risposto diversamente: "Il Karate mi ha insegnato il rispetto, i bambini e gli allievi sono i miei maestri".
Tsuguo SakumotoSensei Tusguo Sakumoto, 52 anni, 7 volte campione del mondo di Kata, vincitore della seconda e terza edizione del World Games Kata Champion e del World Cup Kata Champion, indiscusso dominatore dei campionati giapponesi insegnanti, membro dell’Okinawa Ken (federazione Okinawese), direttore del Ryuzu Budo Kan (rinomato impianto sportivo dell’isola), esperto di Kobuto (combattimento) di Bo e kama (armi marziali), attualmente svolge la sua attività di vice preside presso il liceo dove insegna. Lo stile praticato dal maestro Sakumoto è il Ryuei-ryu, tipicamente "familiare", che si tramanda da circa 160 anni di padre in figlio. Tutto ciò è nella tradizioneTsuguo Sakumoto orientale in cui gli stili di molte arti marziali vengono elaborati e tramandati all’interno della stessa famiglia, fino a quando non si giunge alla quarta generazione di praticanti ed allora è consentito l’insegnamento a allievi esterni al nucleo familiare.

Tsuguo Sakumoto, allievo del maestro Nakaima, parlando dei suoi primi passi nel karate, ci ha raccontato: "Ho iniziato a praticare il Karate in Okinawa da piccolo perché volevo diventare più forte, poi ho cominciato ad insegnarlo per amicizia. Trovo una cosa molto giusta insegnare e diffondere il Karate–do (la via del Karate), quindi credo molto nell’importanza di stage come quello di oggi in cui c’è un diretto scambio diTsuguo Sakumoto esperienze". Sbalordendo per la sua enorme modestia, ha poi aggiunto: "Oggi abbiamo imparato insieme, voi siete i miei maestri".
Parlando delle differenze fra un maestro europeo e uno okinawese, sensei Sakumoto ha affermato: "Il fine ultimo di entrambi è quello delle gare. Oggi ho visto tutti lavorare bene sulle tecniche di base. Il punto di riferimento per tutti è ovviamente Okinawa. I maestri italiani li ho visti più vicini agli allievi, ma nel mondo del Karate tutti siamo uguali, non ci sono più bravi o meno bravi".

La qualità del buon karateca, secondo Sakumoto, "è la generosità, senza dubbio. Il Karate ha le sue regole e richiede soprattutto modestia. La forza fisica non conta niente, è la mente che controlla il corpo. Il Karate giova alla salute e fa sentire dei bambini: oggi ho 52 anni, fino ai 60 continuerò a praticare il Karate, ai 65 aspetterò i 70 e così via…".