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Numero 7
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
BRUGES
una piccola città sull'acqua
è con Salamanca la Capitale della Cultura del 2002
A
cura della redazione
Le
origini di Bruges, Brugge in fiammingo, capoluogo della provincia della Fiandra
Occidentale si fanno risalire al VII secolo circa. Nel IX secolo, sul luogo
dell'attuale città sorgeva un castrum, castello fortificato, scelto come
residenza da Baldovino I conte di Fiandra. Ai piedi del castello e naturalmente
sotto la sua protezione, nel X secolo iniziò a
sorgere un agglomerato di abitazioni di mercanti, detto portus, che nel corso di
qualche decennio divenne città fortificata alla cui guida erano membri eletti a
vita, dal 1241 eletti annualmente. Grazie alla sua posizione privilegiata
sull'estuario dello Zwyn che ha di fronte quello del Tamigi, Bruges strinse
legami commerciali con l'Inghilterra diventando il porto più fiorente
dell'Europa Nordoccidentale. Quando nel 1150 le grosse navi mercantili non
poterono più accedere al suo porto a Damme, all'imboccatura dello Zwyn, fu
costruito un sistema di chiuse a doppie porte, opera eccezionale per quei tempi,
che permetteva alle navi con poco pescaggio di raggiungere Bruges, mentre le più
pesanti si fermavano a Damme che diventò un avamporto con magazzini di
stoccaggio per le merci. Non solo, Bruges divenne presto un importante nodo
delle vie commerciali che univano le Fiandre all'Italia attraverso la Champagne
prima e in seguito attraverso le Alpi e la valle del Reno, per i commerci
europei con il mar Baltico e il mare del Nord. All'inizio il commercio
principale fu quello della lana che veniva dall'Inghilterra, rivenduta altrove o
fatta lavorare sul posto. Congregazioni di commercianti stranieri, in
particolare
tedeschi, stabilirono le loro colonie commerciali nella città, rendendola un
importante centro di scambi. Vi confluivano l'ambra prussiana, il grano baltico,
la birra di Brema, le pellicce di Novgorod, legname e merluzzi dalla Norvegia
che erano scambiati con le stoffe locali, oggetti di ottone, sale e vino
francesi, velluti di Genova, broccati veneziani, spezie e dal XV secolo anche
allume della Tolfa. I commercianti genovesi e veneziani impressero un notevole
sviluppo alle attività e in breve gli scambi si effettuarono
via mare, grazie ad una imponente flotta veneziana, costituitasi nel
1315-1316, che ogni anno assicurava il collegamento tra l'Adriatico e il mare
del Nord. La prosperità della città era relativamente solida, poiché i
commercianti, tutti stranieri, in qualsiasi momento avrebbero potuto cambiare
sede alle loro basi, cosa che avvenne nel 1336. Ma la città riuscì a
mantenersi in sella grazie sia alla mediazione della diplomazia, chiedendo
appoggio ai duchi di Borgogna, sia
perché aveva sviluppato, parallelamente
ai commerci, attività finanziarie, esercitando tutte le operazioni di cambio su
modello italiano, con partite doppie, lettere di cambio, girate di tipo
bancario. Gli italiani ebbero un ruolo importantissimo nella prosperità della
città. I Lombardi si occupavano di prestito su pegno, gli altri
del commercio delle lettere di cambio, mentre molti lavorano in proprio,
mettendosi al servizio dei principi dei Paesi Bassi come addetti all'emissione
di moneta e ai controlli sulla circolazione della medesima. Nella città
venivano eseguite le operazioni di trasferimento di capitali dalle città
nordiche alle meridionali, anche le entrate della Santa Sede venivano girate su
Bruges, fu in questa città che si coniò il termine Borsa.
Importante centro tessile, sono ancor oggi famose le tele di Fiandra, in breve
si formò una forte classe operaia, quella dei tessitori, che insorse non
ritenendosi sufficientemente remunerata. Guido di Dampierre conte di Fiandra e i
patrizi chiesero aiuto a Filippo il Bello re di Francia che nel 1330 occupò la
città e la sottopose a un governatore, Jacques de Chatillon, la cui incapacità
provocò una rivolta operaia capeggiata dal tessitore Pierre de Coninc e il 17
maggio 1302 i cavalieri francesi furono massacrati in una strage che si ricorda
come i "Mattutini di Bruges". L'11 luglio dello stesso anno i soldati
del re francese furono sconfitti definitivamente a Countrai e gli artigiani
s'impossessarono del potere che mantennero per una quarantina d'anni. Anche in
seguito, costituendosi in repubblica mercantile, la città riuscì a mantenere
l'indipendenza. Dalla metà del XIV secolo alla metà del XV Bruges era una
delle cittadine più popolose e fiorenti, cosmopolite d'Europa, i principali
beneficiari erano gli italiani, una sorta di deus ex machina finanziario. Nel
1396 Dino Rapondi anticipò il riscatto di Giovanni Senza Paura, prigioniero dei
turchi dopo la disfatta di Nicopoli. Per avere un'idea della ricchezza e della
potenza degli italiani, basti pensare a quell'Arnolfini che si fece ritrarre con
moglie da Jan Van Eyck, e tale era lo splendore della città che il duca Filippo
il Buono la scelse, con Digione, come sede della sua corte. Poi iniziò la
decadenza. Vuoi per l'insabbiamento dello Zwyn, vuoi per il conflitto scoppiato
tra Bruges e Massimiliano d'Austria, resta il fatto che quando questi, liberato
dopo alcuni mesi di prigionia nella città, ordinò a tutti i mercanti d
trasferirsi ad Anversa che consentiva condizioni più vantaggiose, la situazione
precipitò. Le guerre di religione del XVI secolo contribuirono ad aggravare la
situazione e la città non ritrovò più lo splendore di un tempo. Nel XIX
secolo si presentava così decaduta da meritare l'appellativo di "Bruges la
morta", datole da Georges Rodenbach nel 1892 in un suo romanzo.
Nel XX secolo, la costruzione del canale marittimo lungo 14 km che la
unisce al mare del Nord ha riportato una certa vivacità commerciale. Oltre alle
industrie metallurgiche, proseguono le attività tradizionali come la tessile,
dei merletti, conserviera, l'allevamento del bestiame e la coltura degli ortaggi
che ne fanno un importante centro agricolo.
Un po' Ravenna e un po' Venezia per i suoi canali, Bruges conserva numerose
testimonianze del suo glorioso passato, veri tesori artistici, e un'atmosfera
medioevale pressoché intatta che si può apprezzare appieno camminando a piedi
o girando in bicicletta nel centro storico. Al centro del rettilineo del Mercato
Coperto si eleva la Torre Comunale, o Campanaria, di circa 83 m d'altezza,
costruita tra il XIII e il XV secolo, entrambi sono simboli della città. Il
Municipio, di stile gotico, è del XIV secolo, il Palazzo di Giustizia
ricostruito nel 1727 sull'area dell'antico Palazzo del Franco conserva
la scala degli scabini con il celebre caminetto di marmo nero. L'antico
Tribunale del Franco è il primo palazzo in stile rinascimentale della città.
Il palazzo di Gruuthuus è arredato con mobili d'epoca e sede odierna del Museo
Archeologico.
La Basilica del Preziosissimo Sangue ha pilastri romanici del XII secolo e
riunisce due corpi sovrapposti: nel piano inferiore San Basilio di stile
romanico e la cappella del Tesoro del Preziosissimo Sangue, gotica, nel piano
superiore.
La cattedrale, le cui strutture inferiori sono del XIII secolo, è uno dei più
antichi monumenti gotici in laterizio del Belgio. La Chiesa di Notre-Dame fu
costruita tra l'inizio del XIII e la fine del XIV secolo. Il campanile, alto 122
m e terminato prima del 1340, domina il panorama della città. La chiesa
contiene una ricca collezione di pittura e i mausolei di Carlo il Temerario e di
sua figlia Maria di Borgogna. La chiesa di S.Giacomo conserva parti importanti
del XIII secolo, mentre la chiesa di Gerusalemme è un esempio notevole d'arte
gotica e contiene una ricostruzione del Santo Sepolcro. Il Beghinaggio, fondato
da Giovanna di Costanza nel XIII secolo, ha conservato con la chiesa e l'antica
infermeria il suo aspetto medievale.
Nell'Ospedale di San Giovanni, affacciato su un canale, si trovano numerose
opere di Hans Memling, il Museo Comunale è ricco di dipinti fiamminghi degli
autori più famosi.
E per chi vuole ritemprarsi birra a volontà, magari di quella forte, famosa fin
dal 1546!
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