|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopi
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 12
Numero 7
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

Turismo
CHARTRES
e la magia del solstizio d'estate
Marina
Sanvito
Ogni
anno il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate si ripete un antico cammino
che porta molti pellegrini alla Cattedrale di Chartres, in un delizioso paese
della Francia famoso in tutto il mondo.
Perché quel giorno e perché un pellegrinaggio un po’ sacro ed un po’
profano ancora oggi nel terzo millennio, in un’epoca totalmente rivolta al
materialismo e caratterizzata da una superficialità diffusa che copre però
mille incertezze e mille inquietudini?
A mezzogiorno in punto (ma con il passare dei secoli e la precessione degli
equinozi, con l’ora legale oggi verso le 14), un raggio di sole filtra da un
piccolo buco, stranamente rimasto senza pittura, di una vetrata, detta di Saint-
Apollinaire, nella navata laterale ovest
della Cattedrale e va a colpire una pietra più bianca delle altre, posta di
sbieco nelle lastre che compongono
la pavimentazione, proprio su un pezzo di metallo che qualcuno quasi mille anni
fa ha fissato, forando la stessa pietra.
In questo stesso giorno viene riaperto ai visitatori il Labirinto, che
normalmente resta coperto da tappeti per quasi tutto l’anno.
E’ di foggia circolare di circa 40 piedi di diametro, fissato nel pavimento
con pietre più scure tra le altre che lo fanno risaltare immediatamente alla
vista di chi entra nella chiesa.
Una rara eredità medioevale questa, ma non la sola poiché ne esistono altri a
Reims, ad Amiens, Poitiers ed Auxerre, un importante luogo geometrico
nell’edificio.
Si può sicuramente dire che è un simbolo alchimico, ma non si può dimenticare
che il dedalo di Chartres non è un vero labirinto perché non ci si può
smarrire: è un cammino che ci conduce al centro. Si voleva, cioè, che il
pellegrino lo percorresse in un determinato modo, per poi arrivare in un punto
preciso. Non si deve stare fermi, ma camminare continuamente, quasi danzare in
un modo rituale.
Ma perché?
Non bisogna dimenticare che Chartres è stata costruita su di un poggio dove la
tradizione dice che prima i Celti e poi i Galli si recassero in una grotta per
venerare una Vergine nera molto rudimentale.
Lo avevano scelto proprio in quel determinato sito della campagna perché
ritenevano che fosse il punto d’incontro di correnti terrestri telluriche, che
più semplicemente definirei magnetiche.
Anche allora era meta di pellegrinaggi: i Druidi lo consideravano un
luogo sacro chiuso in cerchio da menhirs verticali perché potessero
raccogliere queste forze della terra ed un dolmen era posto al centro come
altare sacrificale. L’acqua del pozzo, poi, serviva per
battesimi iniziatici.
Non tutti i pellegrini potevano avere il dono dell’iniziazione, così come non
tutti gli uomini hanno la Grazia della Fede, ma a Chartres si percorre il
labirinto scalzi perché l’uomo può utilizzare meglio la corrente tellurica
che vi affiora ed il suo corpo deve essere in movimento (da qui l’invito a
camminare, a danzare), per acquistare proprietà particolari.
I fogli distribuiti ai visitatori in questo giorno ribadiscono che il Labirinto
è un esercizio
spirituale per i Cristiani, come un immaginario pellegrinaggio alla Gerusalemme
Celeste, un pellegrinaggio interiore, spirituale. Il percorso è un sentiero che
conduce l’uomo dalla terra a Dio: l’uomo si sente attratto verso il centro
poiché là è la Città Santa. Ma percorrere il lungo Labirinto deve essere un
modo per aprire se stessi allo Spirito Santo ed uscire da questa esperienza
trasformati, per se stessi e per quelli che ci sono vicini.
Ma gli stessi fogli ci mettono in guardia dall’esoterismo, invece molto
diffuso e tangibile. Ho detto, all’inizio, che c’era del sacro e del
profano: molti pellegrini giungono qui perché lo ritengono un luogo magico dal
quale l’uomo “iniziato” può trarre beneficio dalla percezione di queste
forze nascoste che si sprigionano dalla terra.
L’incontro
tra queste due diverse realtà non è affatto disturbante, ma lo è sicuramente
per la Chiesa tanto che si stanno prendendo gravi decisioni sul chiudere per
sempre il Labirinto anche perché, recentemente, un gruppo di persone si è
nascosta per tutta una notte nella grotta sotterranea per compiere riti
esoterici e così quest’anno, nel giorno di apertura del Labirinto la grotta
è stata chiusa al pubblico.
Comunque Solstizio d’estate, raggio di luce e Labirinto sono tre elementi
strettamente connessi tra di loro e creati ad arte da” qualcuno” che voleva
che proprio da quel giorno gli uomini cominciassero i loro pellegrinaggi a
Chartres perché iniziano proprio in questo periodo dell’anno, secondo gli
antichi, le grandi pulsazioni della corrente tellurica.
|