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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Turismo

COSTA RICA
La ricca terra (2 parte)

Roberta Gallina

Nella Meseta Central, cuore della Costa Rica, si trovano le principali città dello stato: San José, Alajuela, Cartago ed Heredia. La capitale, fondata nel 1737 e soprannominata San José"Chepe" dai suoi abitanti, è la città più animata: i numerosi locali consentono una vivace vita notturna, i mercati sono stracarichi di ogni sorta di mercanzia che desta viva curiosità nei turisti. Meritano una visita il Museo Nazionale, allestito in un'ex fortezza militare, situato nell'Avenida Central ed il Museo dell'Oro Precolombiano nella Plaza della Cultura, in cui si possono ammirare i pregevolissimi manufatti aurei dei maestri orafi Diquis, antichi abitanti della zona sud - occidentale del Costa Rica. Poco distante sorge il Teatro Nazionale, che è considerato l'edificio più bello di tutto lo stato, famoso anche per l'orchestra sinfonica, per la compagnia teatrale e di danza. Altri monumenti da non trascurare sono la Cattedrale, la Chiesa della Soledad e la Chiesa de La Merced. La prima fu eretta nei primi anni del 1700, ma il secolo seguente venne distrutta da una violenta scossa sismica, fu completata solo nel 1871, a testimonianza della pianta originale rimangono solo le mura esterne. La Chiesa dellavaso cerimoniale Soledad fu eretta agli inizi del XX secolo, sulla piazza che un tempo ospitava le fiere; la Chiesa della Merced è in stile gotico con elementi neoclassici. Il periodo dell'anno migliore per visitare questa città è quello che va da dicembre a marzo, stagione più fredda in Europa, ma che in Costa Rica corrisponde alla stagione secca. A metà marzo San José ospita la Fiera annuale dell'Artigianato, alla fine del mese di aprile viene allestita la Fiera del Libro. Il primo giorno di agosto dalla capitale parte il pellegrinaggio alla Basilica di Cartago, in memoria di una miracolosa apparizione avvenuta nel 1653. Il 15 settembre è il giorno della festa dell'indipendenza: il traffico è fermo dal giorno precedente. A soli 37 km da San José, si trova il parco Nazionale del vulcano Poás, alto 2754 m, uno dei più attrezzati di tutto il Paese. Il cratere del vulcano, con i suoi 300 metri di diametro ed 1 km e mezzo di profondità, è uno dei più grandi del mondo.
spiaggia a Punta UvaLa città di Alajuela, fondata nel 1657, è la città natale dell'eroe costaricano Juan Santamaría, che nel 1856, durante una battaglia, morì, sacrificandosi per salvare la sua patria dalle mire dell'avventuriero americano W. Walker (1824 - 1860) e dei suoi pirati. Al giovane è stato dedicato il Museo Santamaría, sito nell'ex carcere della città.
Poco lontano da Alajuela, in una località detta la Guacima, si può visitare la "Fattoria delle farfalle": oltre 500 specie di questi animali vengono allevate ed esportate in tutto il mondo, inoltre il posto è uno splendido susseguirsi di cascate, piantagioni e fiori tropicali. Vale la pena di ricordare che nel mese di luglio, per dieci giorni di seguito, si svolge il festival del Mango.
Cartago, fondata nel 1563, fu capitale per trecento anni e, nel secolo scorso, era il centro culturale dell'intero Paese. Distrutta varie volte da violenti terremoti, ben poco, al giorno d'oggi, rimane delle antiche vestigia. Il centro cittadino si snoda intorno al Parco Centrale, una piazza ombrosa da cui si possono scorgere Las Ruinas, ossia le rovine dell'antica Chiesa Parrocchiale. E' invece d'obbligo una visita alla Basilica Nuestra Señora de Los Angeles: una leggenda racconta che, nel 1653, una ragazza passeggiando nel punto in cui sorge l'odierna basilica, scoprì una statua della Vergine con la pelle nera. Un prete trasportò la statua nella sua chiesa, ma, misteriosamente la "Negrita" tornò al luogo del suo ritrovamento svariate volte. Nel 1926 nello stesso luogo fu costruita la basilica per ospitare la testarda statua. Tutti gli anni, d allora, il 2 agosto migliaia di pellegrini si riuniscono: è tradizione che ci si genufletta all'entrata e si percorraradici l'intera navata centrale, fino all'altare, strisciando in ginocchio e recitando il Rosario tenuto in mano. Cosa assai curiosa per il turista è la presenza dei bagni pubblici di fronte alla Basilica, accanto ai venditori d'acqua benedetta...! A sud di Cartago, a Ujarrás, si trovano le rovine di una chiesa risalente al XVII secolo, dedicata in un primo tempo alla Vergine del Rescate de Ujarrás che, nel 1666, protesse miracolosamente gli abitanti del posto dal saccheggio dei pirati di Morgan.
La città di Heredia sorge a soli 9 Km. dalla capitale ed è soprannominata "Ciudad de Los Flores": Fu fondata nel 1706 dai coloni spagnoli e, al giorno d'oggi, è la città più ricca di tutto lo stato, con negozi pieni di merce d'ogni genere. Qui ha sede l'Università Nazionale, rinomata in tutta l'America centrale per la sua facoltà di veterinaria. La Basilica della città fu costruita nel 1796 ed è un curioso amalgamarsi di vari elementi: le campane provengono dalla città peruviana di Cuzco, i vetri piombati con raffigurate scene della vita di Cristo hanno origini europee, nell'interno la statua della Vergine si eleva tra stelle al neon ed un crescente lunare.
Puntarenas sorge sulle coste dell'Oceano Pacifico e nel secolo scorso era il porto più attivo del paese, centro principale dell'esportazione del caffè costaricense verso l'Inghilterra. Oggi i brillanti colori delle sue case hanno assunto tonalità sbiadite e l'implacabile umidità tropicale corrode qualsiasi parte metallica: l'aria di abbandono e di decadimento si respira ovunque, solo la pesca rimane l'attività principale. Le spiagge dei dintorni sono molto belle, come incomparabili sono i tramonti sul mare verso l'isola di Tortuga, ma le acque sono talmente inquinate che il Ministero della Sanità sconsiglia vivamente la balneazione. In compenso sono numerosissimi i parchi naturali che offrono escursioni ed alberghi anche a prezzi accessibilissimi: la Riserva Biologica di Carrara, il Parco Nazionale Manuel Antonio, il Rifugio nazionale per la Protezione della Natura, la Riserva Naturale di Cabo Blanco, la foresta Nebulare di Monteverde e la Foresta Eterna dei Bambini.
Anche la regione del Guanacaste è piena di parchi e di riserve naturali. Il capoluogo della provincia, Liberia, è chiamata la "Ciudad Blanca", per via delle pietre vulcaniche, di colore bianco, con le quali è costruita. Poco lontano si può visitare il Parco Nazionale Rincón della Vieja (Angolo della Vecchia), che ospita ben quattro diversi ecosistemi. I punti più spettacolari del parco sono i geyser e la sorgenti sulfuree, inoltre laghetti e fanghi danno, con i loro minerali, straordinari colori alle rocce circostanti. Sono da ricordare altri due grandi parchi nazionali: il parco Nazionale del Guanacaste ed il Parco di Santa Rosa.
Sulla costa atlantica la città più importante è quella di Puerto Limón, sempre immersa nei costa atlanticavapori del caldo umido tropicale. Da molti è considerata la pecora nera della Costa Rica, poiché si tratta di una città portuale, con quartieri degradati e precarie condizioni igieniche, invasa dalla criminalità legata al traffico della droga. Effettivamente Puerto Limón è completamente priva di quel particolare fascino dei porti caraibici che contraddistingue altre città, come, ad esempio Cartagena in Messico, inoltre non possiede nemmeno quelle strutture architettoniche tipiche dell'epoca coloniale. Tuttavia possiede, anche lei, qualche attrattiva: il Parco Vargas, in cui prosperano piante di banani e colonie di bradipi, merita una visita il Museo Etnostorico di Limón di recente apertura. Un'altra grande attrattiva di questa città è il Carnevale, che si svolge nel mese di ottobre: il momento culminante avviene nel giorno del "Dia de la Raza" durante il quale c'è la parata e tutti scendono nella stradaParco del Tortuguero suonando e ballando freneticamente. A nord di Puerto Limón si può visitare un altro importante parco naturale: il Parco del Tortughero, così chiamato perché è il luogo di nidificazione delle tartarughe: specialmente nel periodo tra luglio ed ottobre si può assistere alla deposizione delle uova delle tartarughe verdi.
Data la complessità dell'evoluzione storica del paese è facile capire che le razze che lo popolano sono numerosissime. A partire dagli Europei, con catalani e baschi prima e tedeschi ed inglesi poi, seguiti, verso la metà del XIX secolo, dagli afro - caraibici sfuggiti alla schiavitù e in cerca di un lavoro. Vennero poi, circa un ventennio più tardi, un migliaio di cinesi ingaggiati dall'impresa ferroviaria nonostante le leggi vietassero la permanenza di asiatici. Ma dei padroni di casa, gli Indiani, che ne è stato? Da 60.000 nel XVI secolo, oggi ne sono rimasti solo 15.000. La loro storia è uguale a quella di tutti gli altri popoli autoctoni dell'America: decimati dalle malattie portate dai bianchi, deportati come schiavi a Panama o in Perù, hanno rischiato l'estinzione. Oggi, i discendenti, sono perfettamente integrati nella società moderna.