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Anno
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Numero
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Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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Turismo

 

iscrizioni elettoraliPOMPEI una perla del passato  

(questo articolo è stato pubblicato il 6 agosto 2003)

Almalinda Giacummo

Una visita a Pompei trova il visitatore interessato sempre impreparato: alla indiscutibile bellezza, alla grandezza, alla disorganizzazione, alla maleducazione ed all’ignoranza. La bellezza non si discute: come mi ha detto qualcuno, vedere una città così, ferma ad un preciso momento di una precisa epoca storica così lontana da noi, con le persone, gli animali, gli oggetti nel posto esatto in cui si trovavano al momento della fine, tragica ma, probabilmente, non immediata, dà una sensazione indicibile, che ti una fontanaprende alla gola. La grandezza: è impressionante l’estensione dell’area degli scavi attualmente visitabili,  lo è ancor di più se si pensa che c’è ancora molto da scavare e questo rende difficile effettuare l’opportuna manutenzione. La disorganizzazione: poca acqua, niente o quasi bagni, un solo ristorante, poco invitante e per giunta molto caro, una libreria esterna all’area degli scavi. Maleducazione ed ignoranza vanno, purtroppo,  spesso insieme. Ad esempio: la maleducazione delle presunte guide autorizzate che, alla vista di qualcuno che parla, lo maltrattano ed insultano pubblicamente perché “frega loro il lavoro”, senza verificare in modo pacato se si tratti in effetti di una visita guidata o solo di una persona con un certo tipo di studi alle spalle che sta spiegando cose generiche a parenti e amici; poi la maleducazione di alcuni turisti, di ogni nazionalità, che sporcano, camminano sui muri, scrivono ed incidono le pareti. Infine l’ignoranza di chi, ciotola con colorepur non sapendo nulla o avendo una conoscenza delle cose talmente generale da spaventare, si improvvisa “Cicerone” e RIFILA PANZANE incredibili al malcapitato ascoltatore (“Pompei nel I sec. a C. litigava con Roma e quest’ultima vinse, rendendo Pompei schiava” una guida «locale»). Come visitare Pompei? Esistono due modi: in blocco e ad oltranza, cioè confidando nella propria forma fisica, e a puntate, scegliendo di volta in volta itinerari diversi, un po' dispendioso a quattrini, ma sicuramente più leggero. Il primo modo si può consigliare quando si sa di avere a disposizione un’intera giornata, pranzo al sacco, scarpe comode, una buona guida scritta e tanta voglia di scoprire qualcosa ad ogni angolo; il secondo è consigliato a chi sa di non avere la forza fisica e la pazienza necessarie, a chi ha poco tempo a disposizione, a chi è interessato, ma solo in generale.
UOMOMa andiamo con ordine: il 24 agosto del 79 d.C. esplode il grande vulcano, il Vesuvio, cenere e lapilli piombano in quantità industriale sulle teste e sulle case dei poveri pompeiani che, impauriti, cercano rifugio e riparo nei posti più disparati e solo pochi si preoccupano di portare con sé gli averi di più facile trasporto. Tutto il resto, le pentole, le anfore, i cibi e le mercanzie restano al loro posto, tutto “fotografato” tristemente dal vulcano. Cos’è che rende Pompei speciale? Il fatto che, pur non essendo una città di grande importanza, ma piuttosto una cittadina di provincia, sia rimasta ferma per duemila anni a quel 24 agosto, con le tracce delle impalcature usate dagli operai per riparare i danni del terremoto del 62 d.C., che le uova, le noci, il pane e le ossa della carne di agnello siano rimaste nei piatti così a lungo e che noi si conosca i visi ed i corpi di coloro che trovarono la morte nella disgrazia raccontata dalle lettere di Plinio il Giovane.
Il primo nucleo insediativo si dovette stanziare tra la fine del VII e l’inizio del VI sec. a.C. e la sua fortuna fu la posizione strategica come nodo di traffico commerciale. In seguito furono i Sanniti a prendere il sopravvento, allorché cessarono i contatti con le città laziali e con quelle dell’entroterra campano. In questo periodo dovette esservi un grande impulso urbanistico, a cominciare dalla nuova cinta muraria difensiva. Poi, contro i romani, Pompei combatté per ottenere pieni diritti di cittadinanza, ma alla fine dovette capitolare dopo che il celta Cluentius era stato battuto. Nell’80 a.C. Silla dedusse a Pompei la pane e uovaColonia Cornelia Veneria Pompeianorum e ne rinnovò la costituzione. A seguire il terremoto del 62 d.C. e l’eruzione del 79. Questo molto, molto in breve. Di seguito alcuni piccoli spunti di visita, magari scegliendo una categoria di edifici piuttosto che un’altra. E’ necessario ricordare che Pompei ha dato conferme della vita quotidiana in epoca romana, dai fornelli ai cibi, dal sesso alla religione, dall’aspetto fisico ai gioielli normalmente indossati: una tragedia che è per noi il massimo della conoscenza desiderabile per il mondo antico.

POMPEI alcune case per una città di abitanti
Gli edifici pubblici
I templi e le divinità