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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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Turismo

 

ApolloI templi e le divinità

Almalinda Giacummo

Il primo tempio che si incontra entrando a Pompei è quello della sua divinità protettrice, Venere, ma ne rimane ben poco poiché fu distrutto dal terremoto del 62 d.C. Poco più avanti è invece meglio conservato il tempio di Apollo: racchiuso da 48 colonne, ha una cella su alto podio con colonnato corinzio di sei colonne. L’altare è alla base del podio e vicino, su una colonna, è un altro orologio solare. Originariamente il tempio doveva essere aperto verso il foro con dieci porte, poi chiuse per la costruzione del portico di Popidio. All’interno sono anche esposte le copie delle due statue rinvenute nell’area sacra, Apollo arciere e Diana: il culto doveva essere comunque presente fin dal VI sec. a.C.
tempio di ApolloSul lato sud del foro è il tempio di Giove, Giunone e Minerva, la Triade Capitolina: si tratta di un tempio di tipo italico con cella su alto podio con colonne interne; il pronao ha colonne corinzie. Danneggiato dal terremoto, nel 79 d.C. era ancora in pessime condizioni. Sul lato ovest dello stesso foro erano anche il Lararium, tempio dedicato ad altre divinità protettrici della città ed edificato in segno di espiazione dopo il terremoto del 62 d.C., ed il tempio di Vespasiano, con al centro un altare in cui a rilievo è raffigurato un sacerdote sacrificante in atto di versare libagioni su un tripode, accompagnato da littori, un flautista e due camilli che portano un toro da sacrificare. Nel foro triangolare era il tempio Greco (attualmente in restauro), dorico, della metà del IV secolo a.C., all’origine dedicato ad Eracle, leggendario fondatore della città, in seguito consacrato ad Atena. Vicino ai teatri era il tempio di Iside, la cui struttura, gli arredi e le decorazioni furono trovati in perfetto stato di conservazione. Alte mura racchiudono un podio elevato con pronao e cella, l’altare è accanto ai gradini, mentre di fronte è un piccolo edificio a forma di tempio completamente decorato a stucco: all’interno delle scale conducevano ad una sala sotterranea dentro cui era una cisterna che custodiva le acque del Nilo. Alle spalle del podio era una sala per le riunioni dei fedeli (ecclesiasterion), mentre alcuni sacerdoti alloggiavano in piccole camere poste tra il tempio ed il teatro.
All’incrocio fra la via del foro e la via di Nola si trova il tempio della Fortuna Augusta, costruito a proprie spese da M. Tullius: di piccole dimensioni, era prostilo tetrastilo, ed imitava in miniatura la disposizione di quello della Triade Capitolina. In fondo alla cella è un’edicola con due colonnine in cui doveva essere la statua della Fortuna, forse con gli attributi ellenistici del remo e del timone. Nelle nicchie lungo le pareti laterali erano, invece, statue onorarie.

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