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Numero 7
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
RAINBOW
BRIDGE un arcobaleno di pietra forgiato dalla natura
Almalinda
Giacummo
I
Navajo e i Paiute abitanti dell'Utah meridionale,
tramandavano ai discendenti la leggenda del "nonnezoshi", l'arcobaleno
di pietra che per gli avi era stato un luogo sacro, come testimoniano reperti
archeologici rinvenuti sul posto, ma l'ubicazione era un segreto
che pochi conoscevano. Nei racconti si parlava di questa meraviglia naturale che
aveva la forma e i colori di un arcobaleno, e nel 1909 tre uomini bianchi
organizzarono una spedizione per rintracciarla, facendosi guidare da due nativi.
Attraverso zone impervie raggiunsero uno stretto canyon, talmente ben occultato
dalla natura del luogo da far comprendere il perché così pochi ne conoscessero
l'ubicazione. Superata l'entrata, lo stupore fu enorme: l'arco era leggiadro e
perfetto, la pietra, delicatamente colorata di rosa, quando il cielo era sereno
appariva di un intenso color lavanda mentre all'ultimo sole pomeridiano si
striava di rosso e marrone. La voce si sparse
e nel 1910 Rainbow Bridge fu dichiarato monumento nazionale americano.
Per il presidente Theodore Roosevelt era senza ombra di dubbio la più grande
meraviglia naturale del mondo. Fatto di arenaria, il ponte è lungo 94 m e
l'altezza alla sommità dell'arco è di 88 m. La pietra ha uno spessore di 13 m
ed è larga 10 m, misure imponenti per un'opera di tanta leggiadria che sovrasta
un piccolo canyon e un modesto corso d'acqua, il Bridge Creek. È stata proprio
quest'acqua, nel corso dei millenni, con le piene stagionali, ad erodere la
pietra fino a darle la forma attuale, mentre il vento ne ha levigato la
superficie. Per anni pochi hanno potuto ammirarlo, poiché per raggiungerlo
bisognava percorrere una ventina di chilometri di sentieri da capre. Poi, nel
1963, in seguito al completamento della diga del Glen Canyon, la zona è stata
aperta ai viaggiatori, che
possono arrivare in barca fin nelle vicinanze del Ponte dell'Arcobaleno.
Ma se questo ponte è la super star, lo Utah vanta centinaia di archi di
arenaria, duecento dei quali si trovano nell'Arches National Park, 300 km a nord
della zona del primo. Ogni arco ha un suo nome, tra i più famosi l'Angel Arch,
poiché l'arco sembra sormontato da un paio di ali, e il Delicat Arch, chiamato
così poiché essendo alto più di un edificio di sette piani, nel punto più
sottile misura scarsi due metri, particolare che non ne fa presagire una vita
lunga. È splendido da vedere, così alto ed esile, isolato sul bordo di una
depressione rocciosa. Oltre al poetico nome di Delicato, qualche bontempone l'ha
soprannominato Old Maid's Bloomers, mutandoni della vecchia zitella, per la sua
forma. Zitella che andava a cavallo, aggiungo io, viste le gambe arcuate!
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