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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Turismo

 
 
SALAMANCA un viaggio attraverso il tempo.
Con la belga Bruges, è la Capitale della Cultura del 2002  

A cura della redazione 

Capoluogo della Castilla e Leòn, Salamantica o Salmantica, capitale dei Vettoni, era già importante nel 220 a.C., quando fu conquistata da Annibale. In età romana appartenne prima  alla provincia della Spagna inferiore, poi alla Lusitania costituendo un'importante tappa sulla cosiddetta "strada dell'argento" che andava da Astorga a Siviglia. Occupata dai Visigoti nel 400, all'inizio del 700 passò ai mori, ritornando nell'area cristiana solo nel 1085 per opera di Alfonso VI re di Leòn. Fu sede vescovile già nell'anno Mille e nel 1218 fu dotata di un'università, una delle più antiche del mondo, che in breve divenne uno dei maggiori centri culturali d'Europa. Tra gli studenti famosi si ricordano Calderòn de la
Barca e Ingnazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti e santo. A Salamanca fu approntato nel 1492 il primo dizionario di una lingua nazionale, quella spagnola, che contribuì a diffonderla nel mondo e a farne una delle più parlate.
In seguito la città conobbe un periodo di decadenza. Durante la campagna di Napoleone nella penisola iberica fu un importante centro logistico francese, il 22 luglio del 1812 ad Arapiles, un villaggio nei presi della città, le truppe del maresciallo Marmont furono sconfitte da quelle anglo-spagnole del generale Wellington.
La città si affaccia sul Rio Tormes che si attraversa su un ponte romano che è uno dei maggiori monumenti antichi della città. Oltre a questo, è una della città spagnole più ricche di monumenti dall'età classica al Rinascimento e al Barocco.
La Cattedrale Vecchia è datata dal 1000 al 1200, con grande cupola e chiostro, sala capitolare diventata cappella di Talavera.
La Cattedrale Nuova, gotica con elementi platereschi (plateresco viene detto il barocco spagnolo estremamente sovraccarico) all'esterno, fu iniziata nel 1513 da Juan e Rodrigo Gil de Hontanòn e terminata nel 1700 con l'aggiunta di una torre.
Notevoli la Chiesa di San Martino, 1100-1200, in stile romanico, il convento domenicano di San Esteban con chiesa e chiostri risalenti al 1500, e che conserva nell'altare maggiore sculture di J. B. de Churriguera. Nel collegio del Arzobispo si può ammirare uno dei più bei chiostri del Rinascimento spagnolo.
Le Escuelas Mayores della vecchia Università risalgono all'inizio del 1500, hanno una splendida facciata plateresca e un bello scalone. Anche se le lezioni si tengono alle Escuelas Menores, ancor oggi gli studenti si fermano a cercare nei fregi della vecchia facciata un teschio sormontato da un ranocchio, simbolo di fortuna.
Fra i luoghi religiosi importanti ci sono l'antico convento de Las Duenas,  la Clerecìa, convento gesuita del 1600 e uno dei più notevoli monumenti spagnoli  dell'epoca.
Importante nel suo genere è la Casa de las Conchas, così detta perché la facciata è ornata di conchiglie e risalente sempre al 1500. Altre case negli itinerari turistici sono Casa de la Salina, palazzo Monterrey e la Casa de las Muertas. Da non perdere Casa Lys, edificio privato d'inizio 1900 e trasformato ora in museo del Liberty e dell'Art Déco.
La passeggiata si svolge a tutte le ore nella Rua Mayor che sbuca nella Plaza Mayor, ritenuta la più bella di Spagna, con il suo Municipio del 1700, naturalmente barocco.
Il centro cittadino risale alla stessa epoca, è molto elegante con le sue decorazioni in ferro battuto, le case sono edificate con pietra proveniente dalle cave di Villamayor e al tramonto passano dal biondo colore naturale al rosato.
Salamanca è collegata al mare per via fluviale: dal suo porto di Vega de Terròn, alla confluenza del Duero con l'Agueda, partono battelli fluviali che attraverso una serie di chiuse scendono fino all'Atlantico.
Salamanca è particolarmente legata alla scoperta dell'America, infatti, fu in questa città che Cristoforo Colombo, ricordato con un statua in uno slargo alberato della Calle de San Pablo, riuscì a convincere un monaco del convento di San Esteban che la sua teoria non era campata in aria. Dopo l'approvazione ecclesiastica poté esporre il suo progetto ad Isabella di Castiglia e Ferdinando e partire alla scoperta che lo ha reso celebre.