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Anno 8
Numero 37
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
BASILICATA un tesoro da riscoprire e valorizzare
Gerardo Giacummo
Antonia Geninazza
BASILICATA la storia
In origine fu Lucania, una corrente di
pensiero fa risalire il nome al latino lucus bosco essendo anticamente la
regione ricca di boschi, secondo altri prese il nome dai Lucani, antico popolo
italico di ceppo sannitico, che nel V secolo a.C. sconfisse i greci che nell’VIII
secolo a.C. avevano colonizzato gli Enotri. Il nome di Basilicata è stato
introdotto, sembra, nel X secolo e secondo una corrente di pensiero deriva da
quello degli amministratori bizantini, basilikòs, mentre un’altra corrente
che sembra prevalere la fa derivare dalla basilica di Acerenza il cui vescovo
aveva giurisdizione sul territorio. Come nome compare la prima volta nel 1154,
nel Catalogo dei baroni normanni, mentre un’altra
fonte fa risalire il primo documento al 1175.
I primi segni della presenza umana in Basilicata risalgono al Paleolitico,
Terranera e Loreta di Venosa,
mentre i primi insediamenti con sistemi difensivi sono del Neolitico. Nella
Murgia materana, nella valle dell’Òfanto e nel Metapontino si trovano forme
di acropoli difese da un fossato scavato nella roccia. Appartiene a questa epoca
la ceramica incisa e dipinta, quest’ultima detta di Serra d’Alto dal nome
del villaggio neolitico della località.
Tra il X e l’VIII secolo a.C., con la prima età del Ferro, popolazioni
indigene che la storiografia antica chiama Chones-Enotri, occupano le fertili
pianure della costiera ionica, dove sono documentati vasti insediamenti, in
particolare all’Incoronata-San Teodoro sul basso corso del Basento, e
nell’area di Santa Maria d’Anglona in prossimità dello spartiacque tra i
fiumi Agri e Sinni.
A partire dall’VIII a.C. inizia la precolonizzazione greca delle coste che
alla fine del medesimo secolo diventa presenza massiccia e inizia ad estendersi
nelle zone più lontane. Nel V secolo a.C. la regione è occupata dai Lucani che
si impadroniscono anche delle colonie greche di Posidonia, Piassunte e Lao.
Espandendosi si scontrano con la Lega italiota di Sibari sul Traente e
Crotone che sconfiggono a Lao nel 390-389 a.C.
Nel 298 si alleano ai Romani, ma sono loro avversari nella guerra di Pirro e in
quella contro Annibale. Con la ricomparsa della malaria e per le stragi compiute
da Silla durante la guerra sociale, rivolta di Spartaco, la Basilicata si
spopola, i centri indigeni interni si spengono, è appena toccata da vie
importanti come l'Appia e la Popilia, all’interno esiste un asse minore che
collega Venosa a Potenza, mentre sorgono le colonie romane di Venusia e
Grumentum, sulla via Appia nascono ville di grandi proporzioni.
Con il Bruzio, la Lucania costituisce la III regione augustea. La popolazione
vive nella più completa indigenza, ancora alla fine del IV secolo si vendono i
figli come schiavi nel tentativo di assicurare loro un futuro migliore. Orazio,
figlio di un liberto di Venosa, mandato a Roma per completare gli studi può
essere considerato il primo cervello emigrato senza ritorno.
Nell’alto medioevo la regione è teatro dell’invasione dei Visigoti e degli
Ostrogoti, minacciata dai Saraceni che si spingono anche all’interno, teatro
delle lotte tra Bizantini e Longobardi, mentre si consolidano le varie chiese
vescovili, alcune delle quali assumono un’importante funzione nei contrasti
tra la Chiesa latina e la Chiesa greca. Dopo la divisione della Lucania
Longobarda tra ducato di Benevento e principato di Salerno, è conquistata dai
Normanni e la zona del Vulture assume grande importanza nella vita politica del
Mezzogiorno d’Italia, Melfi diventa la capitale del nuovo stato normanno
e accoglie le più alte gerarchie della Chiesa latina per il Concilio del
1059. Con il trasferimento della capitale del nuovo stato normanno a Salerno,
scompare definitivamente il nome di Lucania, ripreso tra il 1932 e il 1945,
sostituito da Basilicata.
Passata agli Svevi, nella seconda metà del XIII secolo la regione si oppone a
lungo alla conquista angioina appoggiando gli aragonesi. Centro di scontri tra
la monarchia e i signori feudali anche nel XVI secolo, sotto il dominio spagnolo
alimenta la ribellione contro di loro. Alla fine del secolo è teatro di
rivendicazioni popolari contro i signori feudali e l’eccessiva tassazione.
Fiorente centro di società segrete, percorsa da rivolte più economiche che politiche
tra il 1820 –1821 e nel 1848; il 18 agosto 1860 una rivoluzione locale caccia
i Borboni e nomina un prodittatore, entrando a far parte del Regno d’Italia.
È allora che tutti i contrasti sociali accumulatisi esplodono nel fenomeno del
brigantaggio, spesso alimentato dai Borboni spodestati. La repressione tra il
1861 e il 1865 è brutale, non essendo accompagnata da provvedimenti atti a
risanare la situazione, che nel frattempo si è ulteriormente aggravata,
costringe la regione al ruolo di fanalino di coda. Solo nel 1904 una legge
speciale tenta di far fronte ai
problemi più urgenti, fra i quali lo spopolamento poiché è forte
l’emigrazione. Anche il fascismo non porta cambiamenti nella regione, nel 1943
la popolazione, che ha subito massicci e sanguinosi bombardamenti, partecipa
alla resistenza, Matera respinge le truppe tedesche che occupano la città e
Rionero in Vulture subisce una feroce rappresaglia per essere insorta contro i
nazifascisti.
La bonifica del Metapontino, dell’alta valle dell’Agri e di parte del
melfese, la ri-scoperta del metano nella valle del Basento possono essere i
volani per far recuperare alla regione il posto che merita nell’economia
nazionale, ma non andrebbe trascurato il valore culturale dei suoi siti
archeologici, la bellezza delle sue città e dei suoi paesi che meriterebbero
maggiore attenzione per essere
valorizzati al massimo. Quello della Basilicata, contesa tra Oriente e
Occidente, è un patrimonio unico, variegato, che racchiude testimonianze che
partono dalla comparsa dell’uomo sul suo territorio e si estendono a tutte le
culture che si sono succedute.
CURIOSITA’: Lucania o Basilicata, un solo paese porta quest’ultimo nome,
Vaglio Basilicata, mentre negli altri resiste Lucania sia come sostantivo sia
come forma aggettivata: Albano di Lucania, Savoia di Lucania, Muro Lucano, S.
Severino Lucano ecc. Qualcuno
vorrebbe sostituire i due termini con basilicatese
e basilisco: Albano basilicatese… Muro basilisco… per conto mio mi
auguro che questa idea resti nelle pie (orribili) intenzioni di chi l’ha
formulata.
BASILICATA
caratteristiche geografiche del territorio
Potenza itinerari lucani della provincia di Potenza
Matera il Parco delle chiese rupestri
itinerari lucani della provincia di Matera
la cucina
Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” |