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Anno 12
Numero 7
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
MATERA il Parco delle
chiese rupestri
Almalinda
Giacummo
Si
calcola che le chiese rupestri del materano siano oltre 150 inserite in un
Parco, e qualcuna merita una menzione speciale.
S.
Barbara è una chiesetta bizantina interamente scavata nella roccia, conserva
alcuni affreschi del XIII secolo rappresentanti la Madonna con il Bambino e due
immagini della santa da cui prende il nome raffigurata con
la torre di bronzo in cui, secondo la leggenda, fu rinchiusa dal padre
prima di subire il martirio.
Grandiosa è la chiesa di Santa Maria della Valle, a 3 km sulla statale per
Laterza, scavata nel tufo con facciata romanica e interno a tre navate. Accanto
si trova la chiesa di Cristo della Gravinella con affreschi restaurati. Sulla
stessa direttrice si può vedere s. Pietro in Loma con le sue tre absidi e
misteriosi graffiti forse medievali.
Sulla via per Altamura si trova la chiesa di s. Gregorio con la cattedra
intagliata nel tufo.
Altre chiese da non perdere sono quella allo Iazzo Gattini con aula e due
presbiteri con decorazioni intagliate e
la Madonna delle Tre Porte interamente rivestita di affreschi.
Ma nei dintorni non ci sono solo chiese, infatti si possono trovare decine di
masserie fortificate costruite tra il 1700 e il 1800 con muri di cinta,
torrette, magazzini, frantoi, insomma tutto quello che serviva al massaro per
gestire il latifondo e difenderlo, le più grandi hanno anche una
piazzetta al centro. Ora, molti di questi complessi sono dediti
all’agriturismo.
Interessante è anche la visita ai tre villaggi trincerati del neolitico e alle
tombe preistoriche.
Nel cielo del materano è possibile veder volare falchi, nibbi e al tramonto i
pipistrelli.
LEGGENDE
La patrona di Matera è la Madonna della Bruna, la cui icona è custodita
nella Cattedrale. Racconta la leggenda che in un anno imprecisato un carrettiere
stava tornando a casa quando lungo la strada incontrò una bellissima donna
modestamente vestita che gli
chiese un passaggio. La fece accomodare sul carro ma giunto vicino al paese,
presso la chiesa del Piccianello, la pregò di scendere per evitare di
far storie con la gelosissima moglie. La donna gli consegnò un biglietto da
dare al vescovo e svanì nel nulla. Spaventatissimo il poveretto abbandonò il
carro e corse dal vescovo il quale, letto il messaggio nel quale gli si chiedeva
di tornare a prenderla e firmato Maria madre di Gesù, avvertì le autorità e
tornarono al carro che trovarono trasformato in un carro trionfale sul quale
c’era la statua della Madonna. Il mezzo fu portato in paese alla cattedrale,
dove la statua della Madonna entrò dopo i tre giri della piazza che la
consacravano patrona. La celebrazione liturgica della Visitazione, che cade il 2
luglio, come festa è stata
istituita nel 1389 dal Pontefice Urbano VI, già Vescovo di Matera col nome di
Mons. Bartolomeo Prignano. A
seguito di tale evento, anche la Cattedrale di Matera, in origine intitolata
alla Madonna di Matera e poi detta anche dell'Episcopio, fu definitivamente
dedicata alla Madonna della Bruna, molto venerata in un affresco bizantino
dichiarato "privilegiato" nel 1579 con una "breve" di Papa
Gregorio XIII. Il significato del nome Bruna potrebbe derivare dal colore del
viso della Vergine dipinto nell'affresco, oppure dal significato dato a questo
termine nel medioevo alla corazza,
difesa con cui i cavalieri si
riparavano dai colpi degli avversari durante i tornei, quindi Madonna della
protezione. Altri, invece, la fanno derivare da Hebron, località dove si recò
la Vergine della Visitazione.
Tutti gli anni, ad iniziare dal giorno dei santi Pietro e Paolo quando il carro
trionfale decorato di statue, fino a metà dell’ottocento erano di legno e ora
di cartapesta, viene consegnato e benedetto,
iniziano i preparativi per i
festeggiamenti che hanno il loro culmine il momento in cui, il 2 luglio, in una
torretta a poppa viene issata la statua della Madonna che, scortata da cavalieri
in costume, compie il viaggio dalla Cattedrale alla chiesa del Piccianello e
viceversa. Infine il carro viene
lasciato alla folla che lo distrugge per impadronirsi di qualche pezzetto da
portare a casa come protezione.
CUCINA che passione
La cucina tipica è quella legata alla tradizione contadina e dei pastori, con
pasta, legumi, cereali, agnello, castrato, salsicce, cacciagione, latticini,
molto usato è il peperoncino arrivato dopo la scoperta dell’America,
conosciute e apprezzate ovunque le olive di Ferrandina.
Famoso è il pane di Matera dalla forma rotonda rialzata in due coni, tipico
l’agnello al forno con funghi cardoncelli e peperoncino, classiche le paste
asciutte condite con ragù vegetariani o di carne, le pizze ripiene, le minestre
di cicoria e favette, le lumache con pomodoro, menta, aglio e peperoncino, gli
arrosti misti, i dolci semplici e gustosi da mangiare annaffiati dallo splendido
Aglianico al quale… non bisogna dare troppo del tu, specie in tempi di
palloncini e patente a punti.
CURIOSITA’
Da Matera caso internazionale per la miseria, ecco Matera città conosciuta
in tutto il mondo da quando Mel Gibson l’ha scelta come set naturale per
girare il suo discusso film sulle ultime dodici ore di Gesù Cristo. Non è
stato il primo, la città era già servita da sfondo per pellicole di
ambientazione biblica, ma il chiasso fatto da questo film ancor prima della sua
uscita ha attirato turisti da ogni angolo della terra, in primis i giapponesi.
Notizia dell’ultima ora, aprile 2004, anche il regista Abel Ferrara sembra
voglia scegliere Matera per girare il suo film sulla conversione di Maria
Maddalena dopo che Gesù la salva dalla lapidazione.
BASILICATA
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Matera itinerari
lucani della provincia di Matera
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