CRETA LA PERLA DEL
MEDITERRANEO
Clima mite e paesaggi unici, cultura e gastronomia
Almalinda Giacummo
Quello di Creta è senza dubbio uno degli spettacoli più
affascinanti esistenti al mondo: spiagge da favola, costituite da sabbia finissima di
conchiglie sbriciolate, ciottoli levigati, montagne alte con dirupi intriganti, natura
incontaminata ma animata da gente ospitale, archeologia e gastronomia deccezione.
Certo, gli spazi non sono poi così ridotti come potrebbe apparire, ma ogni punto vale la
fatica d'arrivarci, sia essa dovuta alle strade non sempre facilmente percorribili sia
alle camminate fra paesaggi al di là di ogni immaginazione. Per un turismo
allinsegna del mare sono famose le spiagge rosa dellisola degli dei: si tratta
di Elafonissi, con il suo mare colore degli occhi di Liz Taylor, con una secca azzurra
proprio nel mezzo; di Frangokastelo, con la sua fortezza veneziana, una delle tante che la
Serenissima costruì durante la lunga dominazione dellisola, tra il 1204 ed il 1645.
Ci sono poi Gramvousa, con unaltra fortezza visitabile dopo una bella camminata, e
Moni Preveli. La particolarità di queste spiagge sta anche nel fatto che si affacciano su
tanti mari diversi: quello di Libia, lEgeo e verso la Turchia, mari freddi e caldi,
agitati e piatti come tavole, limpidi più di una piscina.
Ma Creta è anche camminate avventurose, alla
scoperta di scorci inimitabili fra profumi di spezie aromatiche delle Montagne Bianche ed
il monte Ida, là dove la storia colloca le avventure di eroi mitologici. E la
patria di boschetti di lecci, olivi selvatici, pini ad ombrello, palme nane e macchie di
alloro, mirto, timo, origano, maggiorana, salvia, con piccole greggi di ovini e caprini, e
poi lodore degli agrumi, arance e cedri, dei fichi dindia, del melone bianco e
del vino che si produce nelle stesse zone.A fare comunque da padrone per il turismo di
Creta è larcheologia: la sua storia ha origini talmente antiche che oggi
comprendiamo solo in
parte
uno degli alfabeti utilizzati dalle sue antiche popolazioni, il Lineare B (XV-XIII sec.
a.C.); per il resto, la sua storia è nota per lo più dagli scavi archeologici, iniziati
a Cnosso allinizio di questo secolo. Luomo fa la sua comparsa a Creta nel
Neolitico e lisola verso la fine del IV millennio divenne il centro della civiltà
egea. Si aprono quindi le fasi cosiddette minoiche che avvantaggiano dapprima la zona
orientale di Psira, per poi spostarsi, verso al fine del III millennio, verso Cnosso e
Festo: qui nel II millennio si edificano grandi palazzi e città. In seguito queste città
vennero distrutte da forti terremoti per poi rifiorire più belle di prima (XVII-XV sec.
a.C.). E il momento del massimo sviluppo e la tradizione pone in questo periodo la
nota figura di Minosse, giudice severo e re potente: il commercio è in pratica totale
appannaggio dellisola, sia per lesportazione di prodotti propri che per la
ridistribuzione nel mar Mediterraneo, con garanti deccezione quali gli stessi
principi cretesi. Si tratta della Talassocrazia Minoica.
La religione
appare come una continua comunicazione con la natura: le celebrazioni avvenivano
probabilmente allaperto, con acrobazie a cavallo di tori feroci che avevano
carattere religioso.
Ma
alla fine del XV secolo, sicuramente i Greci avevano fatto la loro comparsa
sullisola, avvantaggiandosi delle conoscenze che i cretesi avevano maturato in tanti
secoli: verso il 1400 a. C. il palazzo di Cnosso venne distrutto e non fu mai più
ricostruito; era linizio della fine, totale con larrivo dei Dori sul finire
dellXI secolo. Divenne quindi parte del mondo greco e solo con la morte di
Alessandro Magno riuscì a riconquistare una certa indipendenza, fino alla conquista dei
romani, nel 67 a.C., che ne segnò il sonno, vivendo le vicissitudini dellImpero.
Con la divisione dellImpero del 395 d.C. fu avamposto bizantino fino al IX secolo,
quando cadde in mano ai musulmani, che fondarono Khandak (la veneziana Candia):
riconquistata dai bizantini di Niceforo Foca. Dopo la IV Crociata fu assegnata a Bonifacio
del Monferrato, che poi la vendette ai veneziani: la vita non fu semplice, poiché i
Turchi provarono per secoli a conquistarla, riuscendoci nel 1645 (Candia) fino al completo
dominio del 1715. Dopo numerose rivolte cristiane, vi fu un breve periodo di dominazione
egiziana nel XIX secolo; in seguito si diede il via ad una certa autonomia di governo, con
unincuria amministrativa da parte del governo turco che scatenò linsurrezione
generale del 1897, sostenuta dalla Grecia. I Turchi vinsero, ma lEuropa pretese la
costituzione di un principato autonomo sotto il dominio ottomano; affidata a Giorgio di
Grecia, cercò varie volte di passare totalmente sotto il governo greco e ci riuscì solo
alla fine delle guerre balcaniche, nel 1913. Il resto è storia recente.
Da vedere quindi
gli scavi di Cnosso, con il palazzo di Minosse, le abitazioni, le strade, il Piccolo
Palazzo, il Caravanserraglio, i cimiteri. Poi le 35 fortezze veneziane disseminate
sullisola, oltre ad altri segni tangibili della sua presenza nelle città
principali, Canea, Rethimno, Heraklion.
La cucina dell'isola assomiglia a quella classica greca:
innanzitutto il pesce in tutte le salse e poi la bougatsa, una sfoglia ripiena della
classica feta, formaggio di capra, spesso inserita nel tiròpite, lo stiffado, vitello
condito con aromi e cipolle, le dolmades, foglie di vite con carne macinata e riso,
suvlaki (spiedini di carne), giros (piadine con carne di montone), la mussakà, o
pasticcio di melanzane, e lo zazichi, una salsa a base di yogurt, cetrioli e aglio. E poi
le varietà di carne e pesce dell'isola arrostite, le lumache, la pizza al finocchio
selvatico.
Lartigianato offre collane, spille e anelli, tessuti di
lana, tovaglie e copriletti ricamati a mano, ceramiche di antica ispirazione, spezie,
tisane e miele.