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Anno
12
Numero
7

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 


Turismo

 

CRETA LA PERLA DEL MEDITERRANEO
Clima mite e paesaggi unici, cultura e gastronomia

Almalinda Giacummo

Quello di Creta è senza dubbio uno degli spettacoli più affascinanti esistenti al mondo: spiagge da favola, costituite da sabbia finissima di conchiglie sbriciolate, ciottoli levigati, montagne alte con dirupi intriganti, natura incontaminata ma animata da gente ospitale, archeologia e gastronomia d’eccezione. Certo, gli spazi non sono poi così ridotti come potrebbe apparire, ma ogni punto vale la fatica d'arrivarci, sia essa dovuta alle strade non sempre facilmente percorribili sia alle camminate fra paesaggi al di là di ogni immaginazione. Per un turismo all’insegna del mare sono famose le spiagge rosa dell’isola degli dei: si tratta di Elafonissi, con il suo mare colore degli occhi di Liz Taylor, con una secca azzurra proprio nel mezzo; di Frangokastelo, con la sua fortezza veneziana, una delle tante che la Serenissima costruì durante la lunga dominazione dell’isola, tra il 1204 ed il 1645. Ci sono poi Gramvousa, con un’altra fortezza visitabile dopo una bella camminata, e Moni Preveli. La particolarità di queste spiagge sta anche nel fatto che si affacciano su tanti mari diversi: quello di Libia, l’Egeo e verso la Turchia, mari freddi e caldi, agitati e piatti come tavole, limpidi più di una piscina.

creta1.jpg (15249 byte)Ma Creta è anche camminate avventurose, alla scoperta di scorci inimitabili fra profumi di spezie aromatiche delle Montagne Bianche ed il monte Ida, là dove la storia colloca le avventure di eroi mitologici. E’ la patria di boschetti di lecci, olivi selvatici, pini ad ombrello, palme nane e macchie di alloro, mirto, timo, origano, maggiorana, salvia, con piccole greggi di ovini e caprini, e poi l’odore degli agrumi, arance e cedri, dei fichi d’india, del melone bianco e del vino che si produce nelle stesse zone.A fare comunque da padrone per il turismo di Creta è l’archeologia: la sua storia ha origini talmente antiche che oggi comprendiamo solo in parte uno degli alfabeti utilizzati dalle sue antiche popolazioni, il Lineare B (XV-XIII sec. a.C.); per il resto, la sua storia è nota per lo più dagli scavi archeologici, iniziati a Cnosso all’inizio di questo secolo. L’uomo fa la sua comparsa a Creta nel Neolitico e l’isola verso la fine del IV millennio divenne il centro della civiltà egea. Si aprono quindi le fasi cosiddette minoiche che avvantaggiano dapprima la zona orientale di Psira, per poi spostarsi, verso al fine del III millennio, verso Cnosso e Festo: qui nel II millennio si edificano grandi palazzi e città. In seguito queste città vennero distrutte da forti terremoti per poi rifiorire più belle di prima (XVII-XV sec. a.C.). E’ il momento del massimo sviluppo e la tradizione pone in questo periodo la nota figura di Minosse, giudice severo e re potente: il commercio è in pratica totale appannaggio dell’isola, sia per l’esportazione di prodotti propri che per la ridistribuzione nel mar Mediterraneo, con garanti d’eccezione quali gli stessi principi cretesi. Si tratta della Talassocrazia Minoica.

La religione appare come una continua comunicazione con la natura: le celebrazioni avvenivano probabilmente all’aperto, con acrobazie a cavallo di tori feroci che avevano carattere religioso. Ma alla fine del XV secolo, sicuramente i Greci avevano fatto la loro comparsa sull’isola, avvantaggiandosi delle conoscenze che i cretesi avevano maturato in tanti secoli: verso il 1400 a. C. il palazzo di Cnosso venne distrutto e non fu mai più ricostruito; era l’inizio della fine, totale con l’arrivo dei Dori sul finire dell’XI secolo. Divenne quindi parte del mondo greco e solo con la morte di Alessandro Magno riuscì a riconquistare una certa indipendenza, fino alla conquista dei romani, nel 67 a.C., che ne segnò il sonno, vivendo le vicissitudini dell’Impero. Con la divisione dell’Impero del 395 d.C. fu avamposto bizantino fino al IX secolo, quando cadde in mano ai musulmani, che fondarono Khandak (la veneziana Candia): riconquistata dai bizantini di Niceforo Foca. Dopo la IV Crociata fu assegnata a Bonifacio del Monferrato, che poi la vendette ai veneziani: la vita non fu semplice, poiché i Turchi provarono per secoli a conquistarla, riuscendoci nel 1645 (Candia) fino al completo dominio del 1715. Dopo numerose rivolte cristiane, vi fu un breve periodo di dominazione egiziana nel XIX secolo; in seguito si diede il via ad una certa autonomia di governo, con un’incuria amministrativa da parte del governo turco che scatenò l’insurrezione generale del 1897, sostenuta dalla Grecia. I Turchi vinsero, ma l’Europa pretese la costituzione di un principato autonomo sotto il dominio ottomano; affidata a Giorgio di Grecia, cercò varie volte di passare totalmente sotto il governo greco e ci riuscì solo alla fine delle guerre balcaniche, nel 1913. Il resto è storia recente.

Da vedere quindi gli scavi di Cnosso, con il palazzo di Minosse, le abitazioni, le strade, il Piccolo Palazzo, il Caravanserraglio, i cimiteri. Poi le 35 fortezze veneziane disseminate sull’isola, oltre ad altri segni tangibili della sua presenza nelle città principali, Canea, Rethimno, Heraklion.

La cucina dell'isola assomiglia a quella classica greca: innanzitutto il pesce in tutte le salse e poi la bougatsa, una sfoglia ripiena della classica feta, formaggio di capra, spesso inserita nel tiròpite, lo stiffado, vitello condito con aromi e cipolle, le dolmades, foglie di vite con carne macinata e riso, suvlaki (spiedini di carne), giros (piadine con carne di montone), la mussakà, o pasticcio di melanzane, e lo zazichi, una salsa a base di yogurt, cetrioli e aglio. E poi le varietà di carne e pesce dell'isola arrostite, le lumache, la pizza al finocchio selvatico.

L’artigianato offre collane, spille e anelli, tessuti di lana, tovaglie e copriletti ricamati a mano, ceramiche di antica ispirazione, spezie, tisane e miele.