A spasso per Bologna

Vi proponiamo un mini itinerario

Almalinda Giacummo

BolognaNonostante i buoni propositi è quasi impossibile vedere tutto, troppo spesso si ha a disposizione poco tempo ed occorre selezionare le visite. Cosa vedere? Non c’è nulla da fare: piazza Maggiore è una meta d’obbligo. Fu aperta fra il 1200 ed il 1203, ma l’aspetto attuale risale alla prima metà del ‘400: vi prospettano il palazzo del Podestà, un unico isolato con il palazzo di re Enzo, la torre dell’Arengo basata sull’interconnessione viaria sottostante, ed il Campanazzo, il palazzo Comunale, noto anche come d’Accursio, una sorta di palazzo-città con un nucleo originale di XIII-XIV secolo, finestre quattrocentesche, la Madonna con Bambino in terracotta di Niccolò dell’Arca, che oggi raccoglie molte delle collezioni d’arte civiche; quindi il palazzo dei Notai e quello dei Banchi, poi la Basilica di S. Petronio, chiesa iniziata il 7 giugno 1390 e praticamente mai finita, con la facciata in marmo rosso di Verona e pietra d’Istria nella parte inferiore ed in mattoni in quella superiore. Le sculture del portale centrale sono di Iacopo della Quercia, mentre l’interno è a tre navate altissime, molto luminoso: tale era il prestigio di cui godeva questa chiesa che vi fu incoronato Carlo V e vi si tennero due sessioni del Concilio di Trento. Poi dipinti del Parmigianino, la tribuna del Vignola nel Presbiterio, uno degli organi più antichi d’Italia, quello di destra (1475), la meridiana pavimentale di Gian Domenico Cassini ed il piccolo ma significativo museo della chiesa, con la storia delle discussioni sulla terminazione della facciata, i vari progetti proposti, ad esempio da Andrea Palladio, Giulio Romano, Baldassarre Peruzzi, Francesco Terribilia ed altri, i paramenti sacri. Sul tutto domina la possenza della statua bronzea del Nettuno, opera del Gianbologna (1563-1566) come le quattro figure di putti, i delfini e le “conturbantemente polpose” sirene. Lungo il fianco sinistro di S. Petronio si trovano l’Archiginnasio ed il portico del Pavaglione, dove ha sede il Museo civico archeologico, con collezioni cronologiche dalla preistoria, agli egizi, etruschi e romani. L’Archiginnasio fu costruito come sede dello Studio da Pio IV su disegno di Antonio Morandi: l’interno è decorato da una serie di stemmi sia dipinti sia scolpiti, delle famiglie dei diversi studenti che qui frequentarono. Celeberrime le torri degli Asinelli e della Garisenda: la prima alta 97,20 m e dell’inizio del XII secolo, con la rocchetta di base aggiunta nel 1488, la seconda alta 48,16 m, proprietà della famiglia omonima e abbassata per timore di crollo alla metà del XIV secolo. Entrambe pendono, solo la prima è visitabile con i suoi 498 scalini.

BolognaDa vedere anche la chiesa dei martiri Vitale ed Agricola, sulla via omonima: della fase romanica si conserva la cripta dell’XI secolo. Poi il complesso di S. Stefano, o delle Sette Chiese: una serie di edifici fondati tradizionalmente da S. Petronio nel V secolo, poi ristrutturati ad imitazione dei santuari gerosolimitani nei secoli X-XI. Oggi si vede una “riedizione” effettuata tra il 1870 ed il 1930, nella chiesa del Crocefisso si trovano le spoglie dei due martiri, la chiesa del S. Sepolcro è invece a pianta dodecagona con colonne e capitelli di epoca romana riutilizzati. Suggestivo il cortile dei Benedettini a due ordini di logge con capitelli a motivi fitomorfi, zoomorfi ed antropomorfi.
Questo solo per citare alcuni elementi. Secondo le stime più ottimistiche servono tre giorni per visitare efficacemente la città di Bologna e a mio parere non bastano. Un’occhiata ai diversi musei è quasi obbligatoria, un giro per i mercati ed i negozi anche.

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