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Numero 23
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
I
MONTI DELLA LAGA: il Bosco Martese e le cascate della Morricana
Marco
Branchi
Nell'angolo
più isolato e selvaggio dei monti della Laga (attualmente compresi nel Parco
Nazionale Gran Sasso - Laga), si trova una delle sempre più rare aree di
Wilderness presenti in Italia. Poco accessibile, scomodo da raggiungere anche in
auto, ma d'incomparabile bellezza, il Bosco Maltese (immerso nella Valle del Rio
Castellano), è sicuramente una delle perle offerte dai Monti della Laga al
visitatore attento. Il Bosco si trova nel versante teramano della Laga, e per
visitarlo occorre giungere al Ceppo, a circa 35 km da Teramo. Sicuramente i
periodi migliori, per apprezzarne la bellezza, sono la primavera inoltrata e
l'autunno con l'esplosione dei colori. Ciò nulla toglie al fascino delle
cascate ghiacciate e del bosco ricoperto di neve nel periodo invernale, e al
verde sterminato dell'estate.
La primavera, in questo angolo nascosto della Laga, è una festa dell'acqua.
Cascate, ruscelli, scivoli. Il borbottio dei torrenti carichi e il rumore del
tonfo dell'acqua alla base delle tante cascate fanno da colonna sonora
all'escursionista. Inoltre orchidee spontanee, fioriture varie e numerosi
uccelli di bosco, catturano l'interesse del visitatore. In questo periodo si
deve fare attenzione a non scivolare quando si cammina sulle rive dei torrenti,
gonfi anche per lo scioglimento delle nevi sulle cime circostanti, tutte cime
ben al di sopra dei duemila metri.
L'autunno offre scenari di struggente bellezza. Una mano invisibile dipinge con
nuovi e spettacolari colori il bosco: il verde cupo degli abeti si accompagna al
giallo dei faggi, gli aceri diventano rossi, il sottobosco e le felci, in una
continua gradazione d'oro, impreziosiscono il paesaggio. Il terreno diventa un
tappeti di funghi, dalle velenose ma affascinanti amanite, ai succulenti boleti,
passando per centinaia di specie. Il bosco sprigiona tutta la sua magia.
Camminarvi lentamente sapendo che forse un lupo ti osserva attento, nascosto
dagli alberi, che il picchio rosso interrompe la sua attività al tuo passaggio,
che il misterioso e sfuggente Gatto selvatico nel folto della vegetazione
continua la sua implacabile caccia ai piccoli mammiferi che popolano la foresta,
trascina l'escursionista in un mondo lontano un'eternità dalle convulsioni e
dagli isterismi della vita cittadina.
Forse l'antica consacrazione del Bosco Martese al dio Marte (dio della
guerra…in guerra, ma protettore dei boschi e dei giardini in tempo di pace),
conserva ancora oggi una sua sacralità che si trasmette a chi lo percorre senza
frenesia.
L'itinerario (2 ore circa)
Dall'albergo del Ceppo si prende la strada sterrata che costeggia un campeggio e
che si deve seguire per circa 6 chilometri, senza particolari dislivelli,
passando per la Fonte del Guardaboschi (circa 1340 slm) attraverso il bosco di
abeti. Al termine della strada girare a sinistra superando un fosso solitamente
abbondante d'acqua nella stagione della pioggia. Qui occorre un po’ di attenzione, risalendo sempre sulla
sinistra il versante della valle, districandosi fra tronchi e rami e superando
numerosi fossi, che rendono scivoloso il percorso. Continuando ancora in questa
situazione, si supera l'ultimo fosso che precede la Cascata della Morricana.
Superando massi e tronchi si giunge alla base della cascata, davvero
impressionante con uno spettacolare salto di 40 metri. Il rumore è assordante,
gli schizzi d'acqua bagnano anche a diversi metri di distanza. Se si percorre
questo itinerario nei giorni festivi, è facile trovare qualche gruppo di
persone intente a godersi la cascata e utilizzare la sosta per rifocillarsi. Il
consiglio è di attendere che il posto si svuoti, torni solitario e che l'unico
suono sia il tonfo dell'acqua. E contemplare lo spettacolo della natura, che qui
raggiunge i livelli più alti. In fondo, un Bosco dedicato al dio Marte,
abitato dal Lupo e dal Picchio che nei tempi antichi erano considerate le
Epifanie del dio, deve per forza trasmettere sensazioni particolari. Sensazioni
che vale la pena di vivere.
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