Circeo
Bellezze naturali e ricordi tangibili di un passato storico e preistorico
Marco Branchi
Un Parco Nazionale a pochi minuti di macchina da Roma, in una delle zone di maggior pregio naturalistico e storico e con grandi problemi di crescita edilizia e turistica. Questo è il biglietto da visita del Parco Nazionale del Circeo, oggi in netta ripresa dopo il declino degli anni ’60 che ne aveva minato l’integrità. Non che tutto sia andato bene, intendiamoci, ma difficilmente era evitabile un assalto urbanistico a due passi dalla capitale, meta estiva di milioni di bagnanti che la invadono. Anche se, per esempio, in zona Sacramento si è costruito un centro residenziale a poche centinaia di metri dai Pantani dell’Inferno, una piccola porzione di Parco inserita nella Convenzione di Ramsar come Zona Umida di Importanza Internazionale, anche se il parcheggio delle auto nei mesi estivi insidiano gli ultimi santuari del Circeo, rimane sempre un Parco che offre ai suoi visitatori angoli di selvaggia bellezza, una fauna migratoria e stanziale di notevole interesse, siti preistorici – vedi le famose grotte – e d’epoca romana, coi resti delle ville imperiali che si affacciano direttamente sul mare. Il Parco del Circeo non è solo il Promontorio della Maga Circe, come non è solo uno dei pochi tratti di costa laziale non deturpati dal mito della seconda casa.

Il Circeo è anche l’ultimo lembo dell’antica foresta planiziale, la Selva del Circeo, è anche un gruppo di laghi di una bellezza incomparabile, Fogliano, Caprolace, Monaci e Paola. E’ la struggente bellezza della duna, a larghi tratti intatta; è l’intricata e profumata macchia mediterranea, con i suoi odori di mirto, lentisco, ginepro coccolone e rosmarino.E’ anche il terreno di pascoli di grandi mandrie di bufali, palestra di arrampicata libera nelle falesie a strapiombo sul mare, pista degli amanti del ciclismo ecologico, luogo ideale per tranquille camminate all’aria aperta. Ma i veri gioielli del Parco sono le isole ponziane, con la selvaggia e solitaria Zannone in testa, punto di sosta di una incredibile e numerosa fauna migratoria.
Una visita al Parco Nazionale del Circeo, per essere completa, deve comprendere i suoi ambienti. E’ consigliabile come primo approccio, per scrollarsi di dosso l’idea del Circeo come luogo di bagnanti, un giro all’interno dell’antica selva partendo da Cerasela, raggiungibile direttamente dalla S.S. Postina. Da qui, superata l’area faunistica dei daini e dei cinghiali, partono diversi sentieri segnalati, completamente pianeggianti e ben indicati dalla cartellonistica del Parco. Tramite alcuni di questi si giunge anche sulle rive del Lago di Paola, il più grande di laghi pontini. Dentro la Selva, è possibile incontrare con relativa facilità gruppi di cinghiali e avvertire una numerosa presenza di uccelli di bosco. Più difficile vedere l’istrice, di cui però si possono trovare in più parti gli aculei. Il fischio acuto dei rapaci ci accompagnerà per lunghi tratti. Da considerare che il bosco è visitato in autunno, e anche fino all’inizio dell’inverno, da centinaia di fungaroli. Infatti, la Selva offre funghi eccezionali, sia come varietà che come quantità. La raccolta però deve essere autorizzata ed è rigidamente controllata.
Il secondo approccio, più impegnativo, è la scalata del promontorio del Circeo, inizialmente faticosa, e assolutamente da evitare nei periodi più caldi e assolati dell’estate. Ma la vista mozzafiato che si apre sulla vetta (541 m.), in direzione del mare e dell’arcipelago pontino ripaga della fatica. In direzione opposta al mare la vista spazia sui Monti Lepini e su lunghi tratti di campagna romana. Il sentiero si imbocca dal parcheggio di Torre Paola e comprende un dislivello di 560 metri in circa tre ore, o poco meno, tra andata e ritorno.
I fortunati con barca, potranno compiere il giro del Circeo e visitare le grotte preistoriche presenti. Le grotte più famose sono la Grotta del Guattari (periodo di Neanderthal) e la Grotta di Circe.

Per i romantici, la scoperta della duna al tramonto è un’emozione avvolgente, dove il profumo della salsedine si mischia con l’aria odorosa di mirto e lentisco.
Per gli amanti del birdwatching e della fotografia naturalistica, il Parco del Circeo offre diverse possibilità. Ad esempio la scoperta dell’avifauna che frequenta i canali di irrigazione, oppure le rive dei laghi. Anche la stessa spiaggia può offrire buoni avvistamenti: laridi, berte e beccacce di mare. Le possibilità migliori si hanno però ai Pantani dell’Inferno, dove è possibile vedere a pochissimi metri garzette, aironi cinerini, spatole, fenicotteri, porciglioni, beccaccini, pittime reali e una miriade di limicoli.
Per coloro che vogliono vedere dal vivo scene da “documentario”, verso Rio Martino è possibile vedere gruppi di Aironi guardabuoi sul dorso dei bufali, oppure mischiarsi a questi nella ricerca di cibo tra le zolle di terra sollevata dai bufali negli spostamenti.












