Su invito dei Farnese – 2
Una visita nei domini della potente famiglia cinquecentesca (parte 2)
Roberta Gallina
A nord – ovest del lago di Bolsena incontriamo il paese di Gradoli nel cui territorio si producono vini molto rinomati: l’”Aleatico di Gradoli” e l’ “Est! Est! Est!”. A proposito di quest’ultima qualità di vino, esiste una curiosa leggenda: si racconta che, molti secoli fa, l’Abate Fugger era solito, mentre viaggiava, farsi precedere da un servitore, incaricato di scrivere la parola “Est” sui muri delle locande in cui si potesse bere del buon vino. Il servo, giunto nella Tuscia, forse nei pressi di Montefiascone, assaggiò il moscatello locale e ne fu talmente entusiasta che scrisse sul muro: “Est! Est! Est!”

L’imponente Palazzo Farnese risale al XVI secolo, eretto, probabilmente dal Vignola, su una precedente opera difensiva risalente al XII secolo. Recentemente l’Amministrazione Provinciale, in collaborazione con il Centro studi farnesiani, ha esposto una mostra permanente sull’araldica farnesiana “Nel segno del giglio”.
Dopo aver percorso qualche chilometro si entra nella verde valle che ospita il paese di Latera, nella cui struttura urbanistica si possono ancora ravvisare i caratteri medioevali e rinascimentali. Il territorio di Latera fu concesso dal papa Paolo III ai discendenti di Bartolomeo, capostipite del ramo cadetto dei Farnese. Nel 1648 il duca Pier Francesco Farnese ordinò la costruzione dell’acquedotto che ancora oggi alimenta la fontana, detta “La fontana del Duca”.
Continuando la gita verso ovest entriamo ad Ischia di Castro, nel cui territori si trovano numerose cave di tufo e di travertino. Il paese conserva il cosiddetto Palazzo Ducale o la Rocca, progettata, anch’essa, da A. da Sangallo il Giovane. In un primo periodo la zona faceva parte del patrimonio di S. Pietro in Tuscia, poi divenne feudo dei Farnese. Nel XIX secolo, più precisamente nel 1816, Antonio Canova fu nominato marchese d’Ischia di Castro dal papa Pio VII; tra il 1860 ed il 1867 Ischia fu teatro di moti rivoluzionari, volti ad ottenere l’annessione al regno d’Italia.
Dell’antico sito di Castro, poco lontano da Ischia e sede dell’omonimo ducato, rimangono solo le rovine: venne fatto distruggere nel 1649 per ordine del papa Innocenzo X Pamphili.
Un’altra meta turistica sono le necropoli etrusche, anche se sepolte dalla vegetazione; è consigliabile anche una visita al museo archeologico – medioevale in cui vengono organizzate escursioni guidate alle rovine di Castro e ai Romitori rupestri.
L’abitato di Farnese è la culla della omonima famiglia che ebbe origine, forse nel X secolo. Il centro ospita i resti della Rocca Farnese e nel Palazzo Comunale il museo archeologico e preistorico.
Nei dintorni del paese e possibile passeggiare ed ammirare il Parco naturalistico della Selva del Lamone. Nei boschi di quest’ultima e a pochi chilometri dal centro abitato si possono vistare le rovine di Rofalco. Posto sopra un colle, forse per esigenze difensive, Rofalco era una cittadella etrusca, posta nel territorio di Vulci, risalente al IV – III secolo a.C.; dal 1997 sono iniziati gli scavi archeologici per riportare alla luce le imponenti mura difensive, dalle quali i visitatori possono ammirare un magnifico panorama che si spinge fino alle spiagge di Montalto di Castro.

La città di Canino rimane famosa per aver dato i natali ad Alessandro Farnese, salito poi al soglio pontificio con il nome di Paolo III. Nella “Collegiata” è conservata la tomba di Luciano Buonaparte, alla quale, sembra, abbia lavorato il Canova. A circa 15 km. dall’abitato si possono visitare le rovine e le necropoli dell’antica città etrusca di Vulci, mentre nel castello dell’abbadia ha sede il Museo etrusco.
Su di uno sperone tufaceo, circondato da due corsi d’acqua, sorge il paese di Cellere. La sua strategica posizione topografica fu sfruttata dai Farnese con la costruzione di una Rocca, poi trasformata in residenza tra il XV ed il XVI secolo. Un’altra impronta farnesiana la troviamo a pochi chilometri dal paese, nella chiesa di S. Egidio, fatta costruire intorno al 1520 sul disegno di A. da Sangallo il Giovane.
L’ANGOLINO DEL BUONGUSTAIO
Oltre ai pregiati e già menzionati vini, la zona non manca di curiosità gastronomiche.
A Gradoli, il Mercoledì delle Ceneri viene offerto il “Pranzo del Purgatorio”, organizzato dalla “Fratellanza del Purgatorio”.
Alcuni ristoranti sulle rive dei laghi di Vico e di Bolsena propongono, nel periodo estivo giugno – settembre, il caratteristico “Menù farnesiano”: il pranzo è interamente composto da pietanze ispirate alla cucina rinascimentale caratteristica del centro – Italia.












