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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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Turismo


MACHU PICCHU - Il viaggio

Gerardo Giacummo e Antonia Geninazza Bonomi

Essere un turista non è sinonimo di essere in vacanza, anzi molto spesso il rientro in sede coincide con un periodo di riposo.
Il nostro viaggio in Perù continua con l’ennesima sveglia a Cuzco, ad ore antelucane per prendere il ferrocarrill che dalla stazione di san Pedro ci porterà a Machu Picchu.
Per andare a Machu ci sono quattro possibilità: lo spostamento in elicottero da Cuzco a Aguas Calientes
in un’ora; il treno normale della linea Cuzco-Quillabamba che impiega circa cinque ore per compiere 112 km fino ad Aguas Calientes; il treno turistico che per percorrere gli stessi km impiega circa 3 ore e che assicura il rientro nel tardo pomeriggio; la quarta possibilità è prendere uno di questi treni scendere al km 88 e proseguire a piedi utilizzando il Camino Inca fino a destinazione.
Il viaggio in elicottero offre dall’alto una stupenda visione panoramica dei variegati paesaggi andini, il viaggio sul treno normale, lento ma simpatico per la possibilità di contatto diretto con i viaggiatori indigeni, le numerose fermate che danno la possibilità di avvicinare le numerose realtà locali, il viaggio in treno turistico permette l’arrivo a destinazione in un tempo ragionevole, la visita della città e il rientro a Cuzco nell’ambito di uno stesso giorno, con a bordo un servizio ristoro decente ed il posto a sedere
il treno per Machu costeggia le rapide del Vilcanota assicurato. Si raccomanda vivamente ai passeggeri maschi di usare la toilette "sedendosi anche per il bisogno leggero": il treno oscilla fortemente e dopo il primo maschio è praticamente impossibile servirsene. Il Camino Inca che parte da Chilca, al km 88 del ferrocarrill, è lungo 40 km e la durata prevista per percorrerlo è di 3 giorni. Sembrano troppi 3 giorni, ma sono in effetti necessari, ci sono guide e portatori che alleviano la fatica della marcia, le soste sono frequenti, ma le variazioni di quota incidono sul fisico individuale... pensate dai 3400 m . di Cuzco si scende al 2800 m. di Machu Picchu, passando per salite che raggiungono i 4200 m. Per seguire questo tracciato è consigliabile un minimo di preparazione fisica.
Fatta questa premessa che può apparire tediosa ma è un'importante nota di servizio (provare per credere), passiamo ad un argomento più simpatico: le ferrovie peruviane.
Nei miei ricordi scolastici, studiando la geografia si parlava di ferrovie a cremagliera nei luoghi montagnosi, queste ci saranno anche in Perù, ma in occasione di questo viaggio ho potuto sperimentare un nuovo modo di costruire ferrovia e viaggiare in treno. Alla stazione di san Pedro, a Cuzco ci sistemiamo rigorosamente ciascuno al suo posto numerato e il viaggio comincia in orario, la ferrovia deve inerpicarsi sull’altopiano che è alle spalle del Cuzco e qui comincia il bello. Il treno turistico, dipinto di giallo e rosso, fa una breve corsa, si arresta e comincia a retrocedere, per un momento ci si chiede se si ritorna in stazione, poi ecco la spiegazione: al termine di questa prima rampa, al momento della fermata è azionato uno scambio e cambiando direzione di marcia il treno sale di quota, lasciando vedere da un lato il binario che aveva appena percorso nel primo tratto. È come se fosse un pendolo, queste andate e ritorno sono in tutto quattro, sono a tutti gli effetti dei tornanti che non hanno curve, bensì scambi che permettono di abbandonare il primo tratto di binario e impegnano il successivo in salita, alla fine dell’altipiano, per
scendere nella valle del fiume Vilcanota questa manovra sarà ripetuta ancora due volte perché la quota sarà inferiore.
La ferrovia, dopo aver raggiunto i 4200 m., scende ed aggira in questo modo la Valle Sacra e poco prima di Ollantaytambo comincia a seguire il fiume Vilcanota che, con la sue impetuose rapide fra le più degne per il rafting, ci accompagnerà fino ad Aguas
rovine presso Qoriwayrachina Calientes. Il panorama è bello, vario, pieno di verde e di montagne, i colori sono tantissimi, la tavolozza di madre natura è la più ampia che si possa immaginare, ogni tanto su qualche crinale o sotto un costone si notano rovine, soprattutto dopo Qoriwayrachina, nei pressi del km 88 dove comincia il Camino Inca. Il fiume Vilcanota, gonfio, con l’acqua color terra, in certi punti ha i tornanti della strada Hiram Binghamdelle rapide impressionanti per la pendenza e per la presenza di enormi rocce levigate che interrompono la vorticosa corrente, è uno spettacolo affascinante che si potrebbe guardare per ore tanto non è mai uguale.
Il viaggio sul treno turistico è comodo, qualche foto dal treno in corso è possibile farla, l’ora mattutina e la velocità in sé per sé modesta del treno non fanno sentire l’aumento di temperatura che con l’abbassamento di quota è venuta a sostituire quella frizzante di Cuzco.
L’arrivo ad Aguas Calientes è in orario perfetto, il breve tratto da percorrere fino al pulmino è un passaggio in rivista di bancarelle con la solita mercanzia già vista, il pulmino ci carica e via di volata, si fa per dire, verso Machu Picchu. La strada prende il nome dallo scopritore del posto, Hiram Bingham, e si inerpica con 8 stretti tornanti sul fianco della montagna, è una strada in continua manutenzione, la natura del luogo è generosa ma nello stesso tempo matrigna, ogni tanto le piogge si portano via un pezzo di strada e si ricomincia. Comunque, qualche brivido c'è perché è stretta e a doppio senso, però gli autisti dei pullman sono dotati di auricolari e microfoni, sono in contatto l'uno con l'altro, quando debbono incrociarsi quello più vicino a una delle tante piazzole si ferma ad aspettare che passi quello in salita.

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