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Turismo
MAIELLA montagna "madre"
Marco Branchi
Maiella, montagna "madre". La montagna della Maiella,
oggi interamente compresa nel territorio del Parco Nazionale della Maiella, è uno dei
tanti gioielli d'Abruzzo, sicuramente la regione italiana in cui la natura ha dato il meglio di sé, nelle sue più variegate forme e nella
diversità degli ambienti. Dai primordi della storia umana, la montagna madre ha attirato
a sé ed ispirato la religiosità degli uomini, e la storia della Maiella si interseca
strettamente con le varie correnti spirituali che hanno attraversato la storia del nostro
paese. Anche oggi, spopolata, aspra, difficile da scalare, con oltre venti cime che
superano quota duemila metri, conserva tutto il suo fascino. Tanti sono i motivi per
visitare questa zona, naturalistici, escursionistici, religiosi, storici, culturali e
artistici. Uno per tutti: il giro delle antiche grotte degli eremiti. Qui si ritiravano
nel medioevo gli eremiti, qui era il centro spirituale di movimenti fortemente
caratterizzati, a volte anche con forti venature eretiche, qui svolse la sua attività
Pietro da Morrone, divenuto Celestino V, e qui, dopo l'eccezionalità della sua
abdicazione da Papa, avrebbe voluto passare gli ultimi anni della sua vita. Il giro delle
grotte consente di apprezzare l'ambiente della Maiella, passando per boschi, vecchi
sentieri esposti, aspri pianori.
La maggior difficoltà per le escursioni sulla Maiella è data dalla forte pendenza, in
quanto gran parte dei suoi sentieri presentano dislivelli altissimi, ben più delle
passeggiate dolomitiche e alpine in generale. Inutile sottolineare che in un ambiente come
questo, ci si deve muovere al meglio delle proprie condizioni fisiche, ben allenati e,
importante, ben equipaggiati. Anche nel periodo estivo, specie dopo le abbondanti sudate
provocate dalla salita, un bel venticello a 2400 metri di altezza fa venire voglia di
piumone e Gore-tex.
Proponiamo due itinerari. Il primo quasi in piano, attraverso la
bellissima e boscosa valle del fiume Orfento. Il secondo, ben più impegnativo, la salita
per il Monte Amaro. Il nome è tutto un programma.
Il punto di partenza per l'escursione nella Valle dell'Orfento
è Caramanico Terme, rinomato centro termale. A Caramanico c'è anche il Centro visita
della Riserva, ben curato, e con allestimenti di notevole interesse. Fiore all'occhiello del
Centro Visita è sicuramente il Centro Lontra. Qui, infatti, è possibile osservare,
specie nelle ore serali, questo simpatico e rarissimo mustelide, scomparso quasi ovunque.
Nel centro ci sono alcune esemplari che vengono studiati da specialisti. Questarea
è di grande importanza per la riproduzione e la difesa della lontra. Dal Centro Visita
parte il sentiero ad anello della Valle dell'Orfento. Inutile sottolineare, per la
delicatezza della zona attraversata, di non uscire dal sentiero, peraltro ben segnalato.
Il dislivello complessivo è di soli 650 metri, la percorrenza media è di circa quattro
ore e mezzo. L'intero itinerario si snoda all'interno della Riserva Naturale, nella parte
bassa della Valle dell'Orfento, in quanto il resto è rigidamente protetto ed interdetto
ai non autorizzati. E' bene segnalare al Centro Visita la propria presenza. Con un
tranquillo sentiero, camminando a mezza costa, si arriva ad un ponte sul fondovalle,
praticamente senza dislivello di rilievo. Tenendo la destra orografica del fiume, si
comincia a salire arrivando all'Eremo di Sant'Onofrio (1.089 m.). Si prosegue fino al
termine della gola e si raggiunge il Ponte della Pietra. Con un po di fatica si
arriva ad un Rifugio posto a circa 1100 metri di altezza. Si attraversa poi la stupenda
faggeta con una strada agevole arrivando al Guado di Sant'Antonio (1226 m.).
In questa zona è possibile incontrare i cervi, qui numerosi grazie al successo delle
iniziative di ripopolamento effettuate all'inizio degli anni '80. Numerose anche le
fioriture, tantissime orchidee spontanee nel periodo primaverile, le eleganti aquilegie,
il raro giglio martagone. Interessante anche la presenza di uccelli di bosco, più facili
da ascoltare che da vedere. A questo punto si ricomincia a scendere in un piacevole
sentiero sempre a mezza costa, fino ad una biforcazione. Tenendosi sulla destra, si
attraversa il vallone fino a tornare al Centro Visita di Caramanico Terme.
Completamente diverso lo scenario, e soprattutto la difficoltà,
del secondo itinerario che, partendo da Campo di Giove, conduce, con un dislivello di
oltre 1500 metri, alla vetta del Monte Amaro, ad un'altezza di ben 2793 metri, seconda
solo al Gran Sasso. Se nel primo itinerario era il bosco a farla da padrone, qui la
faggeta iniziale cede il passo alla maestosità e all'asprezza che hanno reso così
affascinante la Maiella. L'interesse è dato dalla spettacolarità del paesaggio, tipico
dell'alta montagna. Il sentiero si prende da Fonte Romana, a circa 7 km. da Campo di
Giove. Superato il bosco di faggio si giunge alla fonte dell'Orso, già a 1707 metri di
altitudine. Qui si piega a destra, verso uno stazzo che si congiunge ad una mulattiera. Si
segue questa mulattiera fino ad una bella conca. Attraverso alcuni tornanti, già belli e
affaticati, dopo circa tre ore, si arriva alla Forchetta della Maiella e da qui alla Valle
della Femmina Morta. Sul sentiero ghiaioso si prosegue fino ad un altopiano, superato il
quale si arriva alla vetta del Monte Amaro. Il panorama, impressionante, su tutto
l'Appennino, ripaga ampiamente delle quattro ore di salita dura e faticosa. La discesa,
stesso itinerario dell'andata, è di circa tre ore e mezzo.
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