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Turismo
CANALE MONTERANO Tra orchidee e rapaci a pochi chilometri da RomaMarco Branchi Itinerario tranquillo, da percorrere preferibilmente in primavera, quello che da Canale Monterano conduce alle rovine del vecchio paese e attraversa il territorio dell'omonima Riserva Naturale Regionale Monterano. Il tranquillo itinerario che proponiamo, attraverso forre, torrenti, radure e boschetti porta alla scoperta di una zona ricca di storia (numerose le testimonianze del periodo estrusco) e di particolare interesse naturalistico in un territorio tipico dell'ambiente collinare dei Monti della Tolfa. Il percorso non presenta difficoltà, uniche raccomandazioni: una borraccia piena d'acqua e il classico scarponcino da trekking ai piedi. Partendo da Canale Monterano, seguendo le indicazioni per la Riserva, si scende fino al parcheggio. Lasciata l'auto, è preferibile abbandonare la strada sterrata e imboccare il nuovo sentiero segnato sulla sinistra che si addentra nel bosco misto di castagno, nocciolo, ornello, carpino e felci. Sul lato sinistro è visibile una piccola cascata, carica di acqua rossiccia per l'alto contenuto di ferro. Il bosco, ricco di felci (tra cui la rarissima Osmunda regalis), pungitopo e agrifoglio è attraversato da un piccolo fiume che nei periodi piovosi disegna piacevoli giochi d'acqua tra le rocce. Rimanendo sul sentiero, superato il ponte che guada il fiumiciattolo, si giunge all'aperto, dove l'odore di zolfo ci porta verso alcune polle d'acqua solforosa. Ai lati si trovano i resti di miniere abbandonate, popolate da pipistrelli. Senza imboccare subito il sentiero che sulla destra conduce alla vecchia città abbandonata di Monterano, è doveroso proseguire sulla strada principale dove, prima di arrivare sul ponte sul fiume Mignone, si raggiunge una spalletta ricca di orchidee spontanee del genere Ophris e Anacamptis pyaramidalis. Con un po di attenzione è possibile osservare anche l'orchidea Himantoglossum adriaticum, dalla forma inconsueta.
Il sentiero porta alle rovine di un acquedotto, e successivamente alle rovine della vecchia Monteranno, città distrutta a cannonate dalle truppe francesi alla fine del '700. La vecchia città sorge su uno sperone di tufo e domina tutta la zona circostante. Dalle rovine probabilmente si ha la migliore vista su tutto il territorio della Riserva. Interessanti i resti della chiesa di San Bonaventura e del palazzo degli Orsini-Altieri Attorno alle rovine e nei pressi dell'acquedotto si possono incontrare maiali allo stato brado. Sempre allo stato brado numerosi i cavalli e le vacche. Allo stato libero vivono sia l'elusivo e misterioso istrice, sia l'ormai troppo diffuso cinghiale. Dopo una doverosa pausa ristoratrice, il sentiero scende verso il fiume Mignone, tra asfodeli e arbusti delle più svariate specie. Tra la primavera e l'estate è facile sentire il verso del coloratissimo gruccione, nidificante nel territorio di Canale Monteranno e sicuramente il più spettacolare rappresentante dell'avifauna italiana. Si arriva quindi in basso fino ad un ponte sul Mignone e svoltando a sinistra ci si ritrova sulla strada principale che riporta al parcheggio. |