"DOSSIER PERÙ"
LE ORIGINI: le civiltà precolombiane (1 parte)
Gerardo Giacummo e Antonia Geninazza Bonomi
Il Perù si estende da 3° a 19° circa di latitudine sud, interamente compreso
nella fascia equatoriale, bagnato dalloceano Pacifico, ed esteso fino al bacino del
Rio delle Amazzoni, anzi alcuni dei principali fiumi peruviani danno origine a questo
fiume.
E un paese sulle cui coste non piove quasi mai e con le parole di Pedro Cieza de
Leòn "
la pioggia non cade in nessun punto delle pianure, tranne una leggera
rugiada che in molti punti sì e no fa abbassare la polvere..", "
ciò che
chiamano inverno nelle pianure è costituito dal fatto che vi sono nebbie assai dense che
fanno cadere una pioggia talmente leggera che a stento inumidisce la polvere
",
si ha un'idea del clima.
La costa è in genere desertica, intervallata da solchi vallivi con fiumi di
relativa portata permette, con le oasi di verde, una vita soddisfacente con più raccolti
annui.
Le alte terre sono un altro discorso. Qui le piogge sono abbondanti e la vegetazione,
specie alle quote più basse, rigogliosa. Quando la pioggia ti sorprende a 4000 metri e
spira il vento, è unesperienza diversa: le gocce viaggiano orizzontalmente e
pungono come spilli. Anche in quella che chiamano estate.
I tipi umani sono svariati e a Lima, concentrazione di stirpi diverse, si
possono distinguere i vari
tipi: dal creolo puro, al meticcio, allindio appena arrivato dalla cordigliera a
quello venuto da Iquitos, ma non è un amalgama omogeneo, anzi cè una distinzione
"feroce". I discendenti dagli spagnoli, fieri di essere tali, i meticci,
discendenti di indigeni e spagnoli, fieri di non essere indigeni, e in fondo i discendenti
di quelli che erano i popoli dellantico Perù, che sembrano sempre in cerca di
qualcosa mentre ti offrono di acquistare qualunque cosa si possa vendere. Questo
"qualcosa", forse non se ne rendono conto perché i secoli di sfruttamento
selvaggio con le encomiendas, la privazione dei loro costumi, lo sradicamento delle loro
tradizioni, è già in loro: è la discendenza dalle popolazioni precolombiane. Anche se
non sentirete mai dire "precolombiane", ma "preispaniche".
Pensate, gli Uros del lago Titicaca, che vivono su isole galleggianti di canne totora, vi
furono costretti dagli spagnoli. Spinti sul lago per punizione non potevano scendere a
terra, e la necessità di vivere costrinse gli indigeni di cinque secoli fa a creare un
nuovo modus vivendi per sopravvivere.
E ben a ragione gli indi odierni potrebbero guardare al passato.
Gli archeologi hanno stimato intorno al XVII secolo a.C.
la nascita di unepoca storica: si sono rifatti al
cosiddetto tempio nuovo di Chavin de Huantar, centro cerimoniale che si sviluppa e dura
diversi secoli. A seguire cè la civiltà che per circa 1000 anni fiorisce nelle
valli del Piura e di Lambayeque con le culture di Vicus, Salinar e Virù, fino ad arrivare
al nome più importante, il sito Moche. Durante queste civiltà si era sviluppata tutta
una gamma di attività economiche, dallirrigazione e coltivazione, alla ceramica,
alla metallurgia.
I nomi con cui vengono indicate queste civiltà non sono quelli che esse stesse si davano
bensì, in mancanza di testimonianze scritte, sono i nomi geografici dati dagli
archeologi.
Nella zona nord della sierra cè la cultura di Cajamarca con la sua
bellissima ceramica in caolino bianco. Proseguendo verso sud e a grandi linee arriviamo al
lago Titicaca e alla cultura rivelata dal sito di Pukara, con le sue piramidi imponenti
orientate ad est, civiltà scomparsa per cedere il posto a quella di Tiwanaku.
Completando
il giro e giungendo sulla costa incontriamo due nomi che se un tempo indicavano
distinzione oggi indicano continuazione, Paracas e Nazca: non possiamo tralasciare di
citare i ritrovamenti di mummie particolarmente ben conservate, conservazione agevolata
dal clima del deserto, o la particolarità della decorazione ceramica nazca. Ben sedici
tonalità di colore
sono state individuate in essa, ma ciò che sempre di più colpisce limmaginario
collettivo e nello stesso tempo superficiale, è lo spettacolo aereo offerto dai geoglifi
della Pampa del Ingenio. Scartate le ipotesi fantascientifiche di qualcuno senza nemmeno
ricordarle, i geoglifi possono essere interpretati quasi come un libro di preghiera: un
popolo da sempre alle prese con il problema acqua, nel corso di centinaia di anni non ha
fatto
altro che segnare le direttrici astronomiche e
naturali che potevano essere collegate ad essa. Ha disegnato creature legate alla
vegetazione, quasi un esorcismo, o una serie di monumentali ex-voto, la cui costruzione
non è poi così straordinaria. Pensate, se si costruisce una linea di riferimento, come
le piste rettilinee che si riferiscono alla direzione in cui il sole si leva al momento
del solstizio, e un modellino di ciò che si vuole riportare sul terreno, senza bisogno di
salire in alto si può riprodurre proporzionalmente limmagine del modello a terra.
Sorvolando con un piccolo aereo lo spazio, osservando le linee che limitano i
"disegni", abbiamo riso pensando alle speculazioni che per anni abbiamo letto (e
creduto), su queste linee, a quanti sono riusciti a farsi un nome fingendo di non capire
come potessero essere state realizzate. Non abbiamo "scoperto" esattamente a
cosa servissero, d'accordo, ma come farle non è un segreto se si ha un minimo di spirito
pratico e non si vogliono tirare in ballo gli extraterrestri per forza!
Solo pochi addetti conoscono una civiltà quasi contemporanea di Tiwanaku, la
civiltà Wari, sviluppatasi nella regione di Ayacucho. Durante questa epoca compare per la
prima volta il dio Viracocha, che è
sempre lo stesso dei precedenti regni, solo
che adesso è più caratterizzato, è levoluzione del "dio dai bastoni"
della civiltà Chavin, è il dio che compare sulla porta del Sole a Tiwanaku. Con questa
civiltà compaiono nuove strutture urbane, la pianta a scacchiera dei centri abitati, le
mura di fortificazione, le strade di grande comunicazione e una delle scoperte più
importanti: un nuovo modo di produrre il colore rosso. In questepoca, infatti, si
abbandona la produzione di rosso derivato da una particolare conchiglia e si passa alla
produzione del colore dalla cocciniglia, insetto parassita del
cactus, in alcune zone ancora fonte di reddito ancora oggi.
Anche questa civiltà si spegne per cause non accertate e in un altro punto del paese
nasce una nuovo tipo di civiltà: nella valle del fiume Moche sorge il cosiddetto regno
Chimù, che dalle tradizioni precedenti ricava e conserva quasi tutto, rielaborando e
migliorando il sistema di vita. La capitale, se così vogliamo chiamarla, o il centro
cerimoniale più importante, è Chan Chan, una metropoli di 20 km quadrati con ben 9
cittadelle nel suo perimetro, una ricchezza mai vista nelle tombe che si sono salvate a 4
secoli di depredazioni.
Non si possono tralasciare le culture Ica-Chinca sviluppatasi nella zona dei Nazca e la
cultura Chachapoyas, venuta dal bacino amazzonico e insediatasi sul versante orientale
della Cordigliera.
E giungiamo al termine di questo rapido e scarno escursus, necessariamente
impreciso sia nelle notizie sia nei contenuti, parlando di quel popolo che è rimasto
nella storia scritta come Incas.
Cominciando dalla denominazione: Incas è il nome dato dagli Spagnoli, il paese
portava il nome Twantinuyu che in lingua quechua significa "i quattro
quartieri", ed era diviso in 4 suyu: Collasuyu, Antisuyu, Cuntisuyu, Chincasuyu. La
capitale era Cuzco, lombelico, in lingua quechua Cosco, pronunciata con una strana
aspirazione
alla toscana.
Ma da dove erano arrivati gli Incas? La leggenda parla di 4 fratelli, figli di
Viracocha, emersi da una grotta. Nel corso di un viaggio uno di essi, Manco, elimina gli
altri, restando solo con Mama Ocllo che diventa sua sposa.
Viracocha consegna a Manco Capac una verga di oro con lordine di fermarsi nel luogo
dove la verga scomparirà nel terreno. La verga scompare nel terreno di una vallata e qui
nasce Cuzco, lombelico. Stando alla cronologia archeologica, questo dovrebbe essere
successo verso il XIII secolo della nostra era, prima di questa epoca non cè
documentazione Inca. Successore di Manco Capac sembra essere stato linca Sinchi
Roca, che unificò le genti della vallata di Cuzco e con i successori costituì un impero
che con Huayna Capac, morto nel 1527, aveva raggiunto il milione di kmq e si estendeva
dallEquador settentrionale al Cile del nord, comprendeva il Perù odierno, parte
della Bolivia e il nord dellArgentina.
(fine 1 parte-continua)