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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Turismo

 

il pozzo dei caniPIENZA
Un gioiello tra le colline senesi

Roberta Gallina

Questo piccolo e ridente paese sorge in provincia di Siena, da cui dista circa 53 chilometri a sud - est. Pienza deve la sua fama ed il suo nome al papa Pio II Piccolomini, che la fece completamente ricostruire nell'anno 1459.

Il paese ha origini antichissime. Alcuni scavi archeologici, condotti poco distanti dall'odierno abitato, hanno evidenziato la presenza di una continuità abitativa dal periodo Neolitico al Medioevo; la toponomastica denuncia una notevole presenza romana a partire da Rutiliano, primo nome con il quale viene ricordato questo luogo, fino a Corsignano, termine che s'incontra dall'anno 828 d.C.

La direzione dei lavori per il rimodernamento della futura Pienza furono affidati dal Papa all'architetto fiorentino Bernardo Gambarelli detto il "Rossellino" (Settignano 1409 - Firenze 1464), che fu allievo e collaboratore di Leon Battista Alberti. Il nuovo progetto non stravolse la struttura viaria dell'ex Corsignano, s'innestò su di essa ed il paese venne abbellito con palazzi fatti costruire dai cardinali su esplicita imposizione papale. La piazza principale, intitolata a Pio II, è una delle maggiori attrattive di Pienza: delimitata dal Duomo, che sembra avanzare dal paesaggio della val d'Orcia retrostante, dal Palazzo Piccolomini e dal Palazzo Borgia è il risultato perfetto degli ideali architettonici rinascimentali. Guardando la piazza, volgendo la spalla al Duomo, sembra molto più profonda e più grande di quanto sia in realtà, questo gioco d'equilibri è rimarcato anche dal lastricato pavimentale, disposto a grandi rettangoli; quasi allo spigolo di Palazzo Piccolomini si trova il "Pozzo dei cani" (disegno e realizzazione del Rossellino).

la cattedraleLa Cattedrale. La chiesa attuale sorge sull'antica Pieve di Santa Maria, ma è orientata in maniera diversa, la parte presbiteriale poggia su un tratto di terreno scosceso ed argilloso, molto instabile, tanto che poco dopo la sua erezione furono necessari interventi di consolidamento. Ancora oggi il turista si può rendere conto del fenomeno, visitando l'abside: la troverà ad un livello inferiore rispetto alle navate. L'interno è luminosissimo, grazie ai grandi finestroni (recanti un'eccezionale luminosità), che, per volere di Pio II, non hanno vetri istoriati né colorati; secondo il consiglio dello stesso Alberti anche le pareti della chiesa sono bianche e, per non turbare il candore, volle solo quattro tavole di artisti senesi. La prima tavola è opera di Sano di Pietro e rappresenta la "Madonna in trono con Bambino ed i Santi Maddalena, Filippo, Giacomo ed Anna"; la seconda, capolavoro di Lorenzo di Pietro detto "il Vecchietta", raffigura "L'Assunzione della Madonna con i santi Agata, Pio, Callisto e Caterina da Siena". Il terzo dipinto, opera di Matteo di Giovanni, mostra la "Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d'Alessandra, Matteo, Bartolomeo e Lucia". Anche l'ultima tavola rappresenta il tema degli altri: compare, infatti, la Madonna con Bambino ed i Santi Bernardino, Sabina, Francesco e Antonio abate, l'autore è Giovanni di Paolo.

La campana della cattedrale, opera di G. Tofani, fu ottenuta facendo fondere quella della vecchia Pieve di Santa Maria, in essa è incisa un'iscrizione composta dallo stesso Pio II: "Parva fui nuper qualis delubra deceret/ et non urbani moenia pressa loci/ mox Pius ut templum construxit et intulit urbem/ quantam urbs atque aedes postulat esse iubet/ ergo pientinos si latius impleo campos/ nunc urbi nuper oppidulo sonui a.D. MCCCCLXIII/ Gihanes Tofani de Senis me fecit".

Sotto l'abside della cattedrale vi è una piccola chiesa detta di San Giovanni, al suo interno è contenuto il fonte battesimale disegnato dal Rossellino e realizzato da qualche maestranza; in una parete si possono ancora ammirare i resti della decorazione della vecchia Pieve di Santa Maria, venuti alla luce nel 1932 durante l'esecuzione di alcuni restauri.

Proprio a sinistra della cattedrale sorge il Palazzo Borgia, al posto dell'ex palazzo Pretorio. La costruzione si deve al dissoluto cardinale Rodrigo Borgia (poi salito al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI), padre di Cesare e Lucrezia. Nel 1468 il palazzo fu donato al Vescovado che lo ha curato fino ad oggi. Dietro la semplice ma elegantissima facciata le mura del palazzo custodiscono notevoli opera d'arte: un tondo con "La Sacra Famiglia e San Giovannino" attribuita alla scuola del Sodoma, una "Madonna con Bambino in trono con Santi", tavola attribuita all'epoca di consacrazione della Cattedrale; un pregevole Crocifisso che risale al primo trecento.

Sulla piazza si affaccia il Palazzo dei Canonici, sede del Museo della cattedrale. IL museo osserva il seguente orario: estivo 10 - 13, 16 - 18, invernale 10 - 13, 15 - 17. Nelle quattro sale si possono ammirare varie opere d'arte: cinque arazzi risalenti al XVI secolo, un trittico portatile con scene della vita di Cristo del trecento, una grande tavola con "La Madonna della Misericordia" opera di Bartolo di Fredi del 1364. Uno dei pezzi più preziosi, conservati in questo museo, è il piviale di Pio II che la tradizione vuole regalato dal Pontefice alla Cattedrale del suo paese natio. L'ultima sala del museo conserva alcuni pezzi preziosi quali il pastorale di Pio II e la pisside in rame dorato, opera di un orafo senese della fine del XIV secolo.

Palazzo Piccolomini. Per volere del Papa il palazzo fu costruito in arenaria con rifiniture in travertino, sopra alcune vecchie case appartenenti alla famiglia Piccolomini. L'intero palazzo è circondato da un sedile in travertino, il lato ovest si affaccia sulla val d'Orcia è composto da una splendida loggia a tre ordini. Al suo interno si può ammirare una fornitissima Sala delle Armi, la camera di Pio II.

Il Palazzo Pubblico. Edificato per volere di Pio II, questo palazzo chiude la piazza di fronte alla Cattedrale. Sulla torre, in mattoni, compare un orologio, proveniente dalla certosa di Pontignano, nelle pareti della loggia si trovano delle epigrafi murate, una delle quali rappresenta il profilo di Enea Silvio Piccolomini (Pio II).

Secondo il progetto del Pontefice il rinnovamento della cittadina non si fermava al rinnovamento della piazza principale, ma si applicava anche alla strada principale (oggi Corso Rossellino) dell'ex Corsignano. Dopo aver imposto ai cardinali di contribuire alla costruzione ed al rinnovamento di Pienza, Pio II incaricò l'architetto Pier Paolo del Porrina di edificare dodici nuove case per il popolo, interamente a sue spese, nei dintorni della Porta del Ciglio. Pochi anni dopo però, nel 1464, la morte di Pio II, seguita pochi mesi più tardi, da quella del Rossellino, mise un termine al rinnovamento edilizio; solo il cardinale Ammanniti (uno dei più cari amici dell'appena defunto Papa), sedotto dalla bellezza della val d'Orcia, continuò il suo compito.

Negli ultimi anni la cittadina di Pienza è uno dei centri storici ed artistici della provincia senese più frequentati ed apprezzati dai turisti, grazie anche alla cortesia dei suoi abitanti, che mettono a disposizione dei visitatori, oltre alla loro ospitalità, botteghe d'antiquariato, erboristerie ed artigianato.

il Palazzo Pubblico e Palazzo BorgiaDue parole sulla persona di Pio II.
Enea Silvio Piccolomini nacque a Corsignano il 18 ottobre del 1405, nell'adolescenza si trasferì a Siena per intraprendere gli studi umanistici. Divenne poi segretario del cardinale Capranica, avversario del papa Eugenio IV (al secolo Gabriele Condulmer), lo accompagnò al Concilio di Basilea nel 1432; passò poi al servizio del vescovo di Novara, con l'incarico di far catturare Eugenio IV, ma la missione fallì. Fu anche cancelliere del duca Amedeo di Savoia (antipapa con il nome di Felice V, 1383 - 1451).Negli anni compresi tra il 1436 ed il 1446 viaggiò per l'Europa, scrisse molte opere, tra cui "De duobus amantibus historica" un racconto d'amore molto poco castigato. In seguito ad una crisi di coscienza confessò la sua condotta antipapale al Papa e ne ricevette l'assoluzione, nel 1446 ricevette gli Ordini Minori e l'anno dopo il sacerdozio. Nel 1447 fu nominato vescovo di Trieste, fu creato cardinale nel 1456 dal papa Callisto III (al secolo Alfonso de Borja), dopo la morte del quale fu creato Pontefice, nonostante l'opposizione di molti cardinali che diffidavano del suo passato troppo "disinvolto".

Durante il suo pontificato diresse gli sforzi per riunire il mondo cristiano in una Crociata contro i Turchi che andavano affacciandosi in Europa. Con la bolla pontificia "Vocavit me" annunciava la crociata e riunì i principi cristiani a Mantova. Partì da Roma e, attraversando e fermandosi in molte città d'Italia, arrivò a Mantova. Intanto a Roma scoppiavano dei disordini contro il Papa assente, che, Con la bolla "Execrabilis", confermò la costituzione monarchica della chiesa.

Pochi furono i principi che risposero all'appello pontificio, solo Venezia sembrava l'unica veramente interessata. Visto lo scarso esito della sua iniziativa, il Papa decise di mettersi a capo dell'impresa personalmente: intraprese, nonostante le precarie condizioni di salute, un viaggio fino ad Ancona. Le uniche navi che si presentarono furono le dodici promesse da Venezia. Ormai ammalato da tempo non resse a quest'ultima delusione: morì ad Ancona il 14 giugno 1464.