A spasso in Maremma
A spasso in Maremma
Marco Branchi
Passeggiare in mezzo alla natura è possibile anche in queste fredde e brevi giornate invernali. Che necessariamente non vuol dire predisporsi a faticose e impegnative escursioni in montagna, attrezzati di tutto punto contro i rigori invernali. Questo periodo invece ben si presta alla scoperta di luoghi solitamente frequentati per altri scopi in estate.

La Maremma e il litorale tosco laziale, in inverno offrono ottime possibilità all’escursionista. Passeggiate in assoluto relax, con ambienti che spaziano dalle dune e dalla riva del mare, alla macchia mediterranea, alla stupenda campagna maremmana. In più, la buona cucina, la piacevole ospitalità dei suoi abitanti, la generosità dei suoi vini, rappresentano quel qualcosa in più che contribuisce a rendere indimenticabile un soggiorno in Maremma. Questi luoghi sono sito di svernamento per una grande quantità di uccelli, che giungono a questa latitudine per sfuggire ai rigori dell’inverno continentale, concentrandosi per lo più nella grande laguna di Orbetello e all’interno del Parco dell’Uccellina.
Due sono le proposte per una visita agli ambienti naturali della Maremma: la visita dell’Oasi di Orbetello e la camminata all’interno del parco dell’Uccellina partendo da Alberese.
L’Oasi di Orbetello, oasi storica del WWF Italia, è raggiungibile dal km 148 della s.s. Aurelia, a sinistra venendo da sud. Prima però è consigliabile una visita al paese di Orbetello e alla sua Laguna. Il ponte che divide in due la laguna e che conduce all’Argentario, specialmente alle prime ore del giorno e al tramonto, è un luogo ideale per osservare la numerosa avifauna svernante. Eleganti svassi, garzette relativamente confidenti, aironi cinerini, cormorani, gabbiani, limicoli e tantissime anatre cattureranno sicuramente la vostra attenzione, mentre è affascinante lo spettacolo delle starne che si tuffano perpendicolarmente all’acqua per pescare il pesce appena sotto il pelo. Vi stupirà riconoscere il coloratissimo martin pescatore sfrecciare tra le auto in viaggio sul ponte o fermarsi a pochi metri dalle finestre delle case. Tornando verso l’Aurelia, in direzione dell’Oasi è bene fermarsi un attimo per godere lo spettacolo della laguna piena degli splendidi fenicotteri rosa e dei giganteschi aironi bianchi maggiori. La visita all’Oasi si snoda attraverso l’osservazione dell’avifauna dai numerosi e caratteristici capanni predisposti nella riserva. Gennaio e febbraio sono i mesi dove enormi concentrazioni di anatre, fenicotteri, spatole e altre specie puntellano la laguna. Ovviamente in questa situazione non si può parlare di tempi di percorrenza, anche perché la permanenza nei capanni dipende dall’interesse suscitato dalle osservazioni.

Il centro di Alberese è raggiungibile anch’esso dall’Aurelia, prima di Grosseto. Alberese è sede della Direzione del Parco e punto di partenza per le escursioni all’interno. A parte l’itinerario A4, che inizia direttamente dal paese e che si snoda all’interno dell’area del Daino, occorre prenotare la visita e fare il biglietto al centro informazioni sulla piazza del paese. Un pulmino del Parco ci condurrà all’inizio del sentiero prescelto. Qualunque sentiero sceglieremo, sia quello lungo e spettacolare che ci porterà alle vecchie torri (costruite durante il medioevo per garantirsi conto le incursioni saracene), sia quello più breve che attraversa la tipica campagna maremmana fino alla incontaminata spiaggia di Marina di Alberese, può riservarci con facilità la sorpresa dell’incontro col cinghiale. Questo caratteristico abitante della macchia usa attraversare con l’intero nucleo familiare le varie stradelle che intersecano il sentiero. Sui prati al pascolo brado vacche maremmane dalle grandi corna e i mitici cavalli, governati dai butteri. Sui campi, quando allagati, si possono osservare il chiurlo e la pavoncella, mentre in alto si vede facilmente il gheppio nel suo caratteristico “spirito santo”. Tantissimi i rapaci che ci faranno compagnia. Al termine della passeggiata, solo il rumore delle onde che si infrangono sulla riva rompe il silenzio. Ma non rompe certo la contemplazione e la calma di uno degli ultimi spettacoli della natura che la logica del profitto ancora non ci ha rubato.












