In Paradiso

Fra stambecchi e marmotte visibili a distanza ravvicinata

Marco Branchi

Il numero dei visitatori dei parchi nazionali, negli ultimi anni ha avuto un incremento costante. Visita alle bellezze naturali e necessità di passare ore diverse e più rilassate rispetto al convulso modo di vivere quotidiano sono la molla principale. Molto spesso però, il visitatore rimane con l’amaro in bocca, perché in un parco nazionale ci si aspetta di vedere gli animali selvatici, e qui nascono i problemi. La difficoltà d’avvistamento, il carattere schivo di molti selvatici, l’impossibilità di uscire dai sentieri segnalati, esistenza di zone a riserva integrale con divieto assoluto di entrata, impediscono di tornare a casa con l’emozione dell’incontro con la fauna. L’eccezione è il Parco Nazionale del Gran Paradiso, in Val d’Aosta. E’ questo il paradiso di chi cerca di vedere gli animali selvatici. Qui non solo è facile, ma la quantità di fauna e la sua relativa confidenza, permettono di avvicinarsi a distanze insperate. Questo è il regno dello stambecco, della marmotta e del camoscio, solo per citare i più diffusi. Quello che proponiamo, è il sentiero più adatto e frequentato per scovare gli animali del Parco.

Il punto di partenza è Valnontey, una frazione di Cogne, caratteristica cittadina, centro turistico molto attrezzato sia per il turismo invernale sia per quello estivo. Nel periodo estivo è possibile arrivare a Valnontey con bus di linea o con mezzo proprio. Si lascia l’automobile presso il parcheggio della frazione (1.666 metri di altezza). La prima attrazione, appena superato il ponte dopo il parcheggio, è il giardino botanico di Paradisia dove, nei periodi adatti, è possibile avere una panoramica delle piante alpine. Il sentiero inizia con una mulattiera abbastanza larga che conduce in un bosco di larice, bellissimo in autunno quando si tinge d’oro, per poi innalzarsi di quota. L’ottima segnaletica e le caratteristiche del percorso rendono facile l’orientamento, quindi l’interesse maggiore è riservato alla scoperta dei luoghi attraversati. Già in questo tratto è possibile avvistare animali selvatici, sia in alto, dove volteggia l’Aquila reale, sia sul terreno, dove un ermellino ci può attraversare la strada, sia fra i rami per la presenza di numerosi uccelli di bosco. Giunti al termine del bosco, il sentiero si snoda ora a mezza costa e accompagnati dal fischio delle marmotte si giunge al Rifugio Sella (due ore e mezzo dal parcheggio) posto a 2588 metri di altitudine. In realtà il Rifugio Sella è composto da due costruzioni, una estiva, affollatissima nella bella stagione, l’altra invernale. Nel rifugio si può anche pernottare, scelta consigliata se si vuole evitare una visita frettolosa alla zona. Rifocillatisi al Rifugio, ci si rende conto che oltre alla presenza dei gracchi alpini, numerosissimi e confidenti, dovunque ci sono marmotte, che guardano incuriosite l’escursionista, poi al minimo segnale di allarme, escono tutte insieme dalle tane, e dopo una rapida occhiata spariscono al riparo. Dal rifugio la vista sui ghiacciai è stupenda, il verde dei prati contrasta con il bianco delle cime e l’azzurro intenso del cielo. Camosci e stambecchi frequentano la zona attorno al rifugio. Con un po’ di fortuna, si può vedere il gigantesco corvo imperiale volare sopra la propria testa. Per osservare il branco di stambecchi più famoso della Val d’Aosta, si prende un largo sentiero nel fondovalle e dopo neanche 30 minuti, in vicinanza di un torrente che forma delle piccole cascatelle, si ha la possibilità di stare a pochissimi metri dagli animali. Una visita al vicino laghetto del Lauson, in uno scenario spettacolare, è la migliore possibilità per osservare il camoscio, anch’esso numeroso. Per chi rimane a pernottare al Sella, c’è lo spettacolo dei branchi di camosci che al tramonto accerchiano il Rifugio. Per i meno dormiglioni, l’aurora vista da qui è un’emozione che difficilmente si dimentica. Ridiscesi a Valnontey, non dimenticate di visitare le famose cascate di Lillaz, che si trovano nell’omonima frazione di Cogne, raggiungibili anche in auto.

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